Delitto di Sinalunga, Sale cercava l'amico del 22enne ucciso. Oggi l'autopsia

La versione raccontata dall'albanese che ha dichiarato alle testate locale che da tempo c'erano problemi tra il 22enne e il 45enne e che la situazione sarebbe precipitata negli ultimi giorni

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E' un delitto dai contorni ancora confusi. Di dubbi - alcuni dei quali inquietanti - sulla tragedia di Sinalunga ce ne sono molti. Uno su tutti: era proprio il 22enne ucciso, Andrea Ndoja, l'obiettivo del di Giulio Sale? Da quanto racconta il presunto omicida dal letto dell'ospedale della Scotte dove si trova ricoverato e piantonato, probabilmente no. Perché il 45enne residente a Foiano, che si è macchiato del terribile delitto, aveva percorso 8 chilometri a piedi per raggiungere l'abitazione dell'amico della vittima, al quale voleva chiedere un chiarimento.

Secondo quanto raccontato ai militari dell'Arma, Sale aveva con lui un "conto in sospeso" e per questo già quattro volte aveva raggiunto (sempre a piedi) l'abitazione dell'albanese a Sinalunga, senza mai riuscire a trovarlo. Ma di cosa voleva parlare? Stando alla versione data dal 45enne, voleva un chiarimento su una aggressione avvenuta qualche mese fa in un bar di Foiano, durante la quale ha raccontato di essere stato colpito alla testa con un palo. E in effetti anche l'albanese ieri ha rilasciato dichiarazioni relative a una colluttazione con l'uomo.

L'altra sera dunque Sale avrebbe raggiunto Sinalunga per avere un ulteriore chiarimento. Alle 21,30 circa ha suonato il campanello dell'abitazione di via Umberto I, ma ad aprire la porta è stato un amico dell'albanese: il 22enne che era ospite occasionale. Pare che tra i due ci sia stato un diverbio poi, secondo la versione raccontata dal 45enne, il ragazzino avrebbe estratto una pistola. A quel punto sarebbe scaturita una colluttazione durante la quale Sale si è impossessato dell'arma e ha sparato.

Diversa la versione raccontata dall'albanese che ha dichiarato alle testate locale che da tempo c'erano problemi tra il 22enne e il 45enne e che la situazione sarebbe precipitata negli ultimi giorni, quando i contatti e le telefonate tra la vittima e Sale si sarebbero intensificati.

La fuga

Il 45enne a quel punto si è dato alla fuga: ha cercato di tornare a casa, sempre a piedi. Ha corso per circa un chilometro, poi arrivato a Pietraia, è caduto una prima volta in un fossato: un volo che gli è costato la frattura ad una gamba. Nonostante questo ha tentato di proseguire nella sua fuga, fin quando non è caduto una seconda volta, questa volta tra i rovi, da dove non è riuscito a liberarsi. E proprio lì è stato trovato dai Carabinieri che lo hanno arrestato. Subito dopo il fermo l’uomo è stato portato in ospedale e agli inquirenti avrebbe sommariamente indicato dove si trovava la pistola che poi è stata ritrovata durante la giornata di ieri.

Oggi si è svolta l'udienza di convalida dell'arresto mentre, in contemporanea, l'equipe di medicina legale dell'Università di Siena ha eseguito l'autopsia sul corpo del giovane. I risultati saranno resi noti tra alcune settimane: gli inquirenti vogliono capire se il ragazzo sia morto dissanguato o se il proiettile abbia colpito qualche organo vitale.

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