Il Consiglio superiore della magistratura non conferma Roberto Rossi alla guida della Procura

Il plenum si è espresso poco prima delle 14,30. Sono stati 16 i voti favorevoli alla proposta di Piercamillo Davigo che chiedeva la non riconferma

Il procuratore Roberto Rossi non sarà più alla guida della Procura di Arezzo. Il suo incarico non è stato confermato.

"Il plenum del Consiglio superiore della magistratura - spiega in un lancio l'agenzia Adn Kronos - ha infatti, approvato a maggioranza, con 16 voti, la proposta della quinta commissione, relatore il togato Piercamillo Davigo contraria alla riconferma di Rossi".

In quattro hanno votato a contro e uno - il vice presidente Davide Ermini - si è astenuto.

La proposta si basava sulla tesi che Rossi avrebbe compromesso "almeno sotto il profilo dell'immagine" il requisito "dell'indipendenza da impropri condizionamenti". Come? Mantenendo l'incarico presso il Dipartimento affari giudiziari della Presidenza del Consiglio dei ministri nonostante fosse stata avviata un'inchiesta su Banca Etruria, nella quale Rossi avrebbe potuto indagare sul padre dell'allora ministro Maria Elena Boschi.

Secondo Davigo, in questa situazione non sarebbe stata tenuta  condotta "trasparente". A Rossi è stato contestato anche il fatto che nelle informazioni rese al Csm su quella circostanza, non ci sarebbero state spiegazioni o accenni all'argomento.

In plenum la quinta commissione aveva portato anche un'altra proposta, favorevole alla riconferma di Rossi nell'incarico di procuratore, relatore il togato di Unicost Marco Mancinetti, che ha avuto solo quattro voti.

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Rossi aveva anche depositato una sua memoria, di alcune pagine, nella quale ha cercato di dare risposte punto per punto alle tesi avanzate nella proposta. Un documento che non sarebbe stato sufficiente a smontare quanto sostenuto da Davigo. 

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