Cryptolocker, è pandemia: 10 casi al giorno. Ditta orafa perde file e 3.600 euro

Lo scorso novembre Arezzo Notizie aveva segnalato i primi casi in provincia. Una decina, nell’arco di qualche mese. Oggi il fenomeno criminale del Cryptolocker è esploso. La polizia postale aretina raccoglie – tra denunce e segnalazioni – ogni giorno testimonianze di una decina di nuovi casi: aziende soprattutto, ma anche privati cittadini e perfino enti pubblici sono […]

Mattia Cialini
Mattia Cialini
Invia per email  |  Stampa  |   17 febbraio 2016 6:56  |  Pubblicato in Cronaca, Arezzo

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Lo scorso novembre Arezzo Notizie aveva segnalato i primi casi in provincia. Una decina, nell’arco di qualche mese. Oggi il fenomeno criminale del Cryptolocker è esploso. La polizia postale aretina raccoglie – tra denunce e segnalazioni – ogni giorno testimonianze di una decina di nuovi casi: aziende soprattutto, ma anche privati cittadini e perfino enti pubblici sono presi di mira, con computer virtualmente sequestrati; perché i file, magari preziosi, vengono resi illeggibili dall’attacco di un virus, liberato da una mail trappola.

Consolidato il meccanismo truffaldino.

Cryptolocker è un ransomware (‘ransom’ in inglese vuol dire ‘riscatto’) che cripta i file di un computer. Il meccanismo si attiva alla ricezione di una mail fraudolenta, apparentemente innocua. Di solito si informa l’utente che, entro breve, riceverà un rimborso economico per qualche vecchia operazione. Ma le forme e i mittenti (fasulli) sono vari: fatture di finte compagnie telefoniche, assicurazioni, etc. Nella mail è contenuto un allegato, aprendo il quale si libera il malware. Un’attenzione particolare va prestata ai file con estensione .exe.

Recentemente sono state bersagliate importanti aziende, studi di avvocati e pure enti pubblici nella provincia. Colpito anche l’ufficio anagrafe di un Comune dell’Aretino. Le vittime, non riuscendo più ad accedere ai propri file, si rivolgono a un informatico per risolvere il problema. Non sempre ce la fanno e allora, magari, cedono al ricatto.

Un’azienda orafa di Arezzo ha pagato il riscatto richiesto di 10 bitcoin (moneta virtuale dal valore piuttosto fluttuante, al cambio odierno sta sui 360 euro), cioè circa 3.600 euro. Ma non ha ricevuto in cambio la chiave per sbloccare il pc “sequestrato”.

I malware che vengono liberati dalle mail truffaldine sono in continua evoluzione. In questi giorni la Polposta è alle prese con il Cryptolocker militare, particolarmente resistente agli interventi degli informatici, poiché cripta i file con una chiave cifrata di tipo militare sempre diversa.

Ma ci si accorge subito del virus presente? Il segnale inequivocabile è la lentezza del pc. Prima si interviene, meglio è: così si limita la propagazione. La polizia postale, per i computer fissi, consiglia di interrompere l’alimentazione, staccando la spina.

L’ultimissima frontiera dell’attacco del Cryptolocker, però, è quella portata agli apparecchi mobili, come smartphone e tablet. Qualche sistema operativo, come Ios, appare un po’ più sicuro al momento, ma i virus sviluppati dai criminali informatici sono sempre più aggressivi.

I consigli della Polizia

Tenere sempre aggiornato il software del proprio computer, munirsi di un buon antivirus, fare sempre un backup, ovvero una copia dei propri file, ma soprattutto fare attenzione alle mail che ci arrivano, specialmente se non attese, evitando di cliccare sui link o di aprire gli allegati, sono i consigli più importanti da seguire per impedire l’infezione del Cryptolocker. Maggiori informazioni su www.commissariatodips.it. Il portale è stato integrato con apposita app scaricabile gratuitamente dal proprio smartphone o tablet per consentire di venire incontro alle crescenti richieste di assistenza e di aiuto degli utenti della Rete, in tempo reale, e di conoscere sempre di più il mondo del web, i suoi rischi e le sue opportunità.

@MattiaCialini

 Mattia Cialini 
Mattia CialiniNato nel 1983, lacustre trapiantato in Toscana. Vivo ad Arezzo, mi sento a casa anche al Trasimeno e in Maremma. Laureato in comunicazione di massa all'Università di Siena. Amo scrivere, ho la fortuna di farlo per mestiere dal 2002. Sommelier Ais
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