Crollo sulla E45, Procura apre fascicolo: più reati ipotizzabili. Via ai lavori di ripristino

Il fascicolo è stato aperto e dopo l'informativa preliminare presentata dalla Polizia Stradale di Arezzo, in seguito ai primi rilievi, adesso la Procura è pronta a disporre ulteriori accertamenti sul crollo avvenuto nei giorni scorsi sulla E45. Il...

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Il fascicolo è stato aperto e dopo l'informativa preliminare presentata dalla Polizia Stradale di Arezzo, in seguito ai primi rilievi, adesso la Procura è pronta a disporre ulteriori accertamenti sul crollo avvenuto nei giorni scorsi sulla E45. Il cedimento del terreno di una piazzola nel territorio comunale di Pieve Santo Stefano, tra l'uscita sud e l'uscita nord, ha portato giovedì ad una ordinanza di sgombero da parte del sindaco Albano Bragagni. Tre famiglie, le cui abitazioni sono situate proprio sotto la frana, sono state evacuate a scopo precauzionale, mentre si attende che si concludano i lavori di ripristino. All'indomani dell'ordinanza infatti i lavori, come spiega il Comune in un post sulla propria pagina Facebook: "ANAS ha dato corso ad opere urgenti di messa in sicurezza dell'area oggetto di distacco. Il cantiere, già operativo da stamani (ieri ndr), ha l'obiettivo di eliminare l'eventuale pericolo che potrebbe crearsi a seguito delle previste precipitazioni del fine settimana. Si ringrazia le famiglie coinvolte per la collaborazione dimostrata, sarà nostra cura, al termine dei lavori di messa in sicurezza, informarli immediatamente dell'eventuale revoca dell'Ordinanza emessa".

Ulteriore conferma dell'avvio dei lavori è arrivata ieri da Anas che in una nota ha spiegato:

Le operazioni riguardano, in questa prima fase, l’alleggerimento del corpo di frana tramite la rimozione del terreno franato e la successiva regimazione idraulica superficiale per garantire il corretto deflusso delle acque.

Come noto, la piazzola era stata già in precedenza interdetta alla circolazione in quanto il personale tecnico aveva rilevato un primo segnale di dissesto sul piano viabile esterno alla corsia di marcia. Lo scorso sabato 10 febbraio, inoltre, il personale Anas aveva provveduto a chiudere la piazzola in modo definitivo dopo aver rilevato un aggravamento del dissesto si è poi gradualmente aggravato nei giorni successivi.

La Procura procede con l'apertura di un fascicolo: al momento non ci sono indagati e i pm stanno attendendo i risultati di nuovi accertamenti per capire quali e quanti reati possano essere ipotizzati. Perché in questo caso potrebbero essersi verificati più reati contemporaneamente. Resta lo sgomento di residenti e viaggiatori che guardano alla E45 ormai come a un incubo, in questo caso che incombe addirittura fisicamente su di loro. Le attività di indagine della Procura sono solo le ultime di una lunga, lunghissima serie. A fine del 2014 fu aperta un'inchiesta sempre dalla Procura di Arezzo per truffa ai danni dello Stato e attentato alla sicurezza dei trasporti. Poi fu la volta di quella di Perugia, che aprì un ulteriore fascicolo sul “tratto della vergogna”. Nel 2017 ci fu l’avviso di chiusura indagine a carico di cinque dirigenti dell’Anas. L’ipotesi di reato è quella di attentato alla sicurezza degli utenti per una manutenzione del manto stradale non adeguata.

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