Crollo di Genova, le chat tra dirigenti cancellate saranno ripescate: "Possibile inquinamento di prove". E c'è un nuovo indagato

C'è un nuovo indagato nell'inchiesta aperta a seguito del crollo del ponte Morandi di Genova che, ad inizio settembre, aveva visto partire già venti avvisi di garanzia. Il disastro, consumatosi alla vigilia di Ferragosto, costò la vita a 43...

ponte genova (9)
C'è un nuovo indagato nell'inchiesta aperta a seguito del crollo del ponte Morandi di Genova che, ad inizio settembre, aveva visto partire già venti avvisi di garanzia. Il disastro, consumatosi alla vigilia di Ferragosto, costò la vita a 43 persone e il ferimento di altre 16. Tra le vittime ci sono stati anche due aretini: i giovani fidanzati Stella Boccia, che aveva 24 anni, e Carlos Jesus Erazo Truijllo, di 27.

Due giorni fa è stata così messa a fuoco la posizione di un nuovo inquisito, un dirigente ministeriale della Divisione numero 4 alla Direzione generale della vigilanza sulle concessioni autostradali. Ora gli indagati sono 21, oltre ad essi sono sotto inchiesta due società.

La procura genovese - che ipotizza i reati di disastro colposo, omicidio colposo stradale plurimo e omicidio colposo plurimo con l’aggravante della violazione della normativa anti-infortunistica - sta anche cercando di comprendere se siano state cancellate chat Whatsapp ed email contenenti informazioni potenzialmente importanti. Come spiega l'articolo di Giusi Fasano sul Corsera si tratterebbe di
scambi di corrispondenza, o battute via chat, precedenti alle 11.36 del 14 di agosto, quando il pilone 9 del Morandi è venuto giù trascinando con sé le vite di 43 persone. Perché - si chiede la giornalista - prendersi la briga di andare a recuperare vecchie comunicazioni e di buttarle via? Riguardavano il famoso progetto di retrofitting, cioè i lavori di rinforzo strutturale per i piloni 9 e 10 del ponte?

Già perché?


"Ci sarebbe qualcosa che riteniamo interessante per l’inchiesta" rivela uno (degli investigatori). Qualcosa che ha a che fare con il ponte crollato. (...) "Stiamo parlando di un possibile inquinamento probatorio", ipotizzano gli stessi inquirenti.

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@MattiaCialini



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