Crac Banca Etruria, azioni di responsabilità e richieste di risarcimenti. I risparmiatori tra proteste e aspettative

Pietro Ferrari ha annunciato un’azione di responsabilità per risarcimento danni patrimoniale verso la società di revisione che ha certificato i bilanci di Banca Etruria

Enrica Cherici
Enrica Cherici
Invia per email  |  Stampa  |   12 ottobre 2017 16:54  |  Pubblicato in Cronaca, Arezzo, Casentino, Valdarno, Valdichiana, Valtiberina

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Consapevoli di essere l’ultima ruota del carro Banca Etruria, ma anche non rassegnati. I risparmiatori che si sono visti azzerare azioni e obbligazioni subordinate con il decreto Salva Banche del novembre 2015 sono ancora protagonisti nei vari scenari che riguardano il crac di Banca Etruria.

Tanti hanno voluto costituirsi parte civile, circa duemila di loro, affidandosi ad associazioni di categoria, ad avvocati che hanno accorpato numerosi casi, oppure in maniera singola. Alcuni di loro sono stati presenti all’udienza preliminare che si è svolta nell’aula della vela al tribunale di Arezzo. Hanno chiesto per tempo di poter essere presenti e così è stato.

Una trentina di risparmiatori dei due comitati invece hanno manifestato fuori, spiegando le loro aspettative:

“La speranza di recuperare tutti i risparmi c’è sempre, però bisogna vedere come va il processo – ha spiegato Carmela, risparmiatrice casentinese che ancora attende il rimborso – poi che patrimoni hanno questi grandi signori perché alcuni risultano nullatenenti, la cifra che riusciranno ad ottenere arriverà direttamente al fondo risoluzione e verranno utilizzate per il rimborso prima dei crediti privilegiati, poi dei crediti ordinari, poi di quelli subordinati dei quali facciamo parte noi. Non c’è tanta speranza perché le cifre difficilmente basteranno per noi che siamo l’ultima ruota del carro, non possiamo cantare vittoria troppo presto.”

E all’uscita dall’udienza il presidente di Federconsumatori di Arezzo Pietro Ferrari ha spiegato le azioni intraprese:

“In questo processo ci siamo costituiti parte civile per 1500 risparmiatori, tra azionisti e obbligazionisti, chiedendo risarcimento dei danni morali, è un atto dovuto sia per l’associazione che rappresento che per i risparmiatori, non possiamo sottacere che questi hanno portato una banca al dissesto. I danni patrimoniali invece li chiederemo con una sorta di azione di responsabilità sulla falsa riga di quella del commissario Santoni, non tanto chiedendo agli ex vertici il risarcimento dei danni, ma probabilmente alla società di revisione che ha certificato i bilanci, visto che li i soldi ci sono, faremo azione contro questa società.”

 

 Enrica Cherici 
Enrica ChericiAretina D.o.c.g., giornalista con la passione amaranto. Mamma consapevole, moglie.
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