Catena di contagi in un'altra Rsa: a Montevarchi i casi salgono a 17

Dopo i casi di Bucine e Badia Tedalda, un'altra situazione preoccupante: 12 degenti e 5 operatori positivi. Si attende l'esito di altri 50 tamponi

Salgono a 17 i casi di positività all'interno della Casa di riposo di Montevarchi. Lo comunica il sindaco Silvia Chiassai Martini: sono 17 i casi positivi, tra i quali 12 degenti e 5 operatori. I primi due erano emersi ieri: un degente e un operatore.

 “Anche a Montevarchi si è diffuso drammaticamente il contagio nella casa di riposo, con ben 17 contagiati che rappresentano un primo riscontro e stiamo aspettando la riposta su altri 50 tamponi effettuati, tra ospiti e operatori" afferma Silvia Chiassai Martini.

La polemica con la Regione Toscana

 Il primo cittadino aveva già polemizzato ieri con la Regione, oggi rincara: "Come pensa la Regione di tutelare i nostri anziani e operatori? E' inconcepibile che non si faccia prevenzione", ha detto chiedendo tamponi a tappeto e mascherine ffp3.

"Sono passate due settimane dall’annuncio tramite le reti nazionali dei tamponi a tappeto e non è stato fatto niente. Si è annunciato sui giornali l’arrivo di mascherine che gli operatori della Gruccia non hanno mai visto". E ancora: "Come sindaco mi sento responsabile della salute dei miei concittadini e pretendo che chi gestisce da 15 anni la sanità regionale si assuma la responsabilità di mettere in atto tutte le possibili azioni di prevenzione. (...) Perché la Regione Toscana non vuole  fare i tamponi agli operatori sanitari,  forse non vuol far emergere il numero reale di casi positivi?"

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Avanti Montevarchi

A Silvia Chiassai risponde Avanti Montevarchi. "Quando si amministra è opportuno essere prudenti, non magnificare la propria (del tutto ipotetica) previdenza, perché prima o poi la realtà ti smentisce. La notizia dei contagi presso la nostra Casa di Riposo ci addolora. Speriamo di avere di fronte un fenomeno limitato e che venga, d’ora in poi, gestito al meglio anche chiamando all’opera la Asl. Con il Presidente della Regione Toscana, in visita alla Rsa di Bucine, a San Giovanni Valdarno e poi al S. Donato di Arezzo, pensiamo che in momenti come questi non serve dare spettacolo. Non serve, nel solito teatrino giornaliero, minacciare esposti prima ancora di avere un quadro della situazione. E poi esposti verso chi? L’eventuale operatore che non sapendo di essere positivo potrebbe aver causato il contagio? Verso la Cooperativa che gestisce la struttura? Quelle stesse cooperative che in questi giorni terribili si fanno carico di una operatività complicata e pericolosa. Ci sono operatori da osannare e altri da dileggiare? Non serve neanche improvvisarsi virologi o esperti in contagi, suggerendo soluzioni e assumendo ruoli che competono ad altri. Su temi peraltro che vedono divisa anche la comunità scientifica nazionale. Il tutto per qualche like e per soddisfare il proprio ego e la propria faziosità politica?"

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