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112 bambini in quarantena ad Arezzo. Tour de force degli uffici per contattare tutti

L'appello per tutti è quello di mantenere la calma, il sistema ha preso in carico il caso più delicato, quello di una maestra di scuola primaria di Arezzo che insegna alla Monte Bianco, e sta ponendo in quarantena tutti coloro che hanno avuto contatti diretti con lei: sono soprattutto bambini

 

Un caso certamente delicato che tocca il mondo della scuola e quello dei bambini. E' il quinto contagio da coronavirus nel territorio aretino, quello della maestra di scuola elementare, a dare più apprensione in città, perché con la scuola i contatti si moltiplicano e toccano la fascia di età degli 8/9 anni. 

Sono in corso di notifica 112 ordinanze di quarante per altrettanti bambini, alunni che sono venuti in contatto con la maestra 51enne, e di 7 adulti, probabilmente le colleghe più strette che si sommano ai 27 casi di quanrantene scattate nei giorni precedenti legati agli altri espisodi di positività.

Il caso è partito con la maestra, che dopo aver viaggiato anche in Emilia Romagna, è rientrata ad Arezzo e si è poi sentita poco bene accusando uno stato influenzale. Secondo le informazioni raccolte, l'insegnante è stata assente da scuola da ieri e si è interfacciata correttamente con il medico di famiglia. Il tracconto dei suoi spostamenti ha fatto scattare la procedura del caso sospetto e quindi il tampone effettuato nella giornata stessa di ieri che ha dato esito positivo riscontrando la presenza del virus covid-19. Così questa mattina dalla Asl è partita la lettera informativa alla scuola e si è messo in moto un meccanismo che ha riguardato gli uffici dell'istituto comprensivo, la Asl e il suo dipartimento di prevenzione e il Comune di Arezzo.

"Questa mattina presto mi sono attivato insieme alla segreteria della scuola - spiega il preside Sauro Tavarnesi - per predisporre e consegnare elenchi specifici che hanno riguardato i contatti stretti e diretti come la sua classe, e quelli indiretti come le classi della stessa scuola, coloro che frequentano la mensa, il personale amministrativo degli uffici, il personale Ata, elenchi degli altri plessi che fanno parte dello stesso istituto comprensivo e ho consegnato tutto alla Asl che in base hai diversi livelli di contatto ha predisposto le misure di contenimento. Siamo tutti calmi, ma è evidente che la notizia ci ha colto di sorpresa, non ce l'aspettavamo, comprensibile la ricerca di notizie da parte dei genitori, con i quali abbiamo parlato e che ho cercato di tranquillizzare. Attendo anche io di sapere come mi devo comportare."

Per la scuola in questione si passa dunque da 'sospensione delle atttività didattiche' come da decreto nazionale a 'chiusura' come previsto nelle strutture dove si verificano casi di positività al coronavirus e come confermato anche dallo stesso sindaco, che ha il ruolo di autorità sanitaria locale e quindi firma le reletive ordinanze e ne controlla la corretta attuazione.

"Sì abbiamo proceduto con la chiusura della scuola Monte Bianco - ha spiegato il primo cittadino - e nei prossimi giorni avverrà la sanificazione della singola scuola e della parte degli uffici centrali che lei frequentava, ci avevano chiesto di estenderla anche agli altri plessi dell'istituto comprensivo Vasari, ma non lo abbiamo ritenuto necessario"

Intanto dopo che la Asl ha ricostruito e stilato la scala dei contatti, è entrato in campo il comune che anche questa sera e continuerà fino a tarda ora, sta predisponendo e inviando le ordinanze di quarantena ad ogni persona coinvolta direttamente. Al lavoro la segreteria del sindaco e dell'assessorato al sociale, oltre a personale che ha dato la propria disponibilità. Il comune conta di riuscire a informare debitamente tutte le famiglie coinvolte entro questa sera, nonostante si tratti di una procedura che consiste anche in un contatto diretto telefonico con tutte le spiegazioni del caso.

La maestra, secondo quanto comunicato dal bollettino regionale, si trova in isolamento domiciliare, in condizioni di salute stazionarie, il suo link epidemiologico, cioè dove avrebbe contratto il contagio, sarebbe da ricercare in Emilia Romagna. 

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