Corrieri della droga e spacciatrici, le quattro donne della banda. Cocaina nei sottofondi dell'auto

La droga veniva portata dal nord Italia e dall'Umbria e poi veniva nascosta in un bosco alle porte di Arezzo. Trasportata nel sottofondo delle auto

La droga viaggiava a bordo di tre auto, tutte intestate a giovani donne. Veniva nascosta in doppi fondi ricavati nelle imbottiture dei sedili e trasportata in città dai quattro elementi femminili del gruppo. Le menti della rete di spaccio - sgominata dai carabinieri di Arezzo con una maxi operazione - pensavano che nei confronti del gentil sesso gli inquirenti avrebbero nutrito meno sospetti. Ma questo escamotage si è rivelato inutile. Perché Procura di Arezzo e Carabinieri hanno intuito subito l'uso che veniva fatto di quelle vetture. 

Il maxi bliz che ha portato all'arresto di quasi 40 persone

Erano i mezzi con i quali la rete composta da albanesi, rumeni e italiani (che lavoravano fianco a fianco senza un preciso ordine gerarchico, ma collaborando su vari fronti), trasportavano la cocaina. Il rifornimento veniva fatto nel nord Italia, nelle Marche e nella vicina Umbria. Chi si occupava dei traffici di questa sostanza era un albanese, ma il gruppo importava anche marijuana dalla Spagna e anche quel giro d'affari era supervisionato da un altro albanese. In realtà, per la prima volta nella realtà aretina, anche un gruppo di rumeni aveva un ruolo di spicco all'interno della rete. 

"Una volta che la cocaina arrivava ad Arezzo - hanno spiegato i militari dell'Arma in conferenza stampa - veniva nascosta in un bosco poco lontano dalla città".

Un metodo questo per non occultarla nelle abitazioni ed evitare che venisse scoperta durante possibili perquisizioni domiciliari. DI volta in volta il gruppo, per indicare il luogo dove ritrovare la droga, prendeva come riferimento un albero, un palo o qualche altro elemento della natura presente nel bosco. 

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I militari hanno fermato più volte le tre auto. Nelle prime perquisizioni, però, non erano risciti a trovare nulla: i nascondigli "tradizionali" non celavano niente. Eppure, dalle intercettazioni, sapevano che lo stupefacente veniva portato dal bosco alle piazze dello spaccio e nei luoghi dove sarebbe stato tagliato e confezionato con quelle vetture. Alla fine le auto sono state sequestrate e passate al vaglio pezzo per pezzo. Ed ecco che è spuntato il sottofondo, dove (come si vede nelle immagini) era nascosta la cocaina. 

Anche per le giovani donne, di 27, 29, 36 e 40 anni, che si occupavano delle logistica (oltre alla spaccio al dettaglio, pensavano agli spostamenti locali della cocaina) sono scattate le misure cautelari. 

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