Cinzia, il giorno dell’autopsia. Sette persone indagate

La donna, sostiene la famiglia in un esposto presentato venerdì scorso in procura, potrebbe essere stata vittima di un errore diagnostico. E per far chiarezza anche la Asl ha dato il via ad un’indagine interna. La procura ha aperto un fascicolo il giorno stesso della presentazione dell’esposto. Il reato ipotizzato è quello di omicidio colposo.

Nadia Frulli
Nadia Frulli
Invia per email  |  Stampa  |   7 febbraio 2017 4:32  |  Pubblicato in Cronaca, Arezzo

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Sono sette le persone che hanno ricevuto un avviso di garanzia per la morte di Cinzia Patricolo. Sette medici, secondo alcune indiscrezioni, che in quelle tragiche 17 ore tra pronto soccorso, sala operatoria e rianimazione, seguirono il caso della 47enne. La donna,  sostiene la famiglia in un esposto presentato venerdì scorso in procura, potrebbe essere stata vittima di un errore diagnostico. E per far chiarezza anche la Asl ha dato il via ad un’indagine interna.

La procura ha aperto un fascicolo il giorno stesso della presentazione dell’esposto. Il reato ipotizzato è quello di omicidio colposo. Le indagini sono coordinate dalla pm Laura Taddei, che ha fatto partire gli avvisi di garanzia e ha conferito l’incarico per l’accertamento autoptico del quale si occuperà dottor Gabbrielli dell’Università di Siena. Molto probabilmente all’accertamento prenderanno parte alcuni periti nominati dagli indagati.

La domanda alla quale l’autopsia dovrà dare una risposta è se Cinzia si sarebbe potuta salvare. Se individuando subito il problema, intervenendo in tempo e senza far trascorrere tante ore, la donna avrebbe avuto la possibilità di sopravvivere.

La morte della 47enne ha scosso Arezzo ed è stata raccontata dal cognato, il consigliere comunale di OraGhinelli Angelo Rossi, nel proprio profilo Facebook. Rossi ha vissuto insieme ai familiari le tragiche ore in cui la 47enne, dopo essersi sentita male, è stata portata in ospedale, ha superato un primo attacco cardiaco, è stata operata per una necrosi dell’intestino, e poi, senza più riprendersi, si è spenta per un secondo attacco cardiaco. Un calvario di 17 ore, al termine del quale la famiglia ha deciso di presentare un esposto. Mentre con una nota la Asl spiegava di aver “subito dato indicazione di raccogliere la documentazione al fine di analizzare il percorso con i professionisti coinvolti così da far luce sulle cause del decesso e a tale scopo è stata richiesto l’accertamento diagnostico sulla salma”.

 

 Nadia Frulli 
Nadia FrulliUna laurea, un master e tanta voglia di raccontare la propria città.
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