"Cialtroni" al cimitero: tombe lasciate nell'incuria. E l'azienda pubblica non può intervenire, sono aree private

L'amministratore di Multiservizi Luca Amendola: "Sono i familiari dei defunti che devono prendersi cura dei loculi, noi non abbiamo l'autorizzazione. Grazie ai consiglieri Rossi e Cornacchini per avere sollevato il caso"

“Le segnalazioni da parte dei cittadini sono utili e sempre gradite ma è importante farle attraverso i canali opportuni e avendo chiara la situazione. Spesso vengono portate alla luce negligenze che non sono di nostra competenza. Ci sono stati casi di offese ai nostri operatori, definiti addirittura ‘delinquenti’ e che invece quotidianamente – con i rigori invernali o con il caldo opprimente di questi giorni - sono impegnati a rendere migliori le strutture da noi gestite”. Luca Amendola è amministratore unico di Multiservizi, azienda partecipata dal Comune di Arezzo e dalla Fraternita dei Laici che si occupa della gestione dei 54 cimiteri del Comune di Arezzo, e così risponde ad alcune lamentele che hanno preso corpo su Facebook nelle scorse settimane. Nella giornata di lunedì 19 agosto i consiglieri comunali Meri Stella Cornacchini e Angelo Rossi hanno diffuso una nota congiunta dove, dopo aver portato l’attenzione su gravi casi di incuria dei privati, hanno invitato tutti i cittadini “ad avere a cuore i propri cari” paventando anche l’idea di “sanzioni amministrative laddove le condizioni di degrado non possano essere tollerate”.

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Amendola: "Ci sono limiti da rispettare"

Adesso interviene anche Luca Amendola per far chiarezza sulla situazione e spiegare ai cittadini quali sono le condizioni in cui la società opera e i limiti che è costretta a rispettare. “I cimiteri gestiti da Arezzo Multiservizi sono 54 – dichiara Amendola – dislocati nell’intero territorio comunale e distanti diversi chilometri l’uno dall’altro. Il servizio di cura del verde non è affidato a cooperative esterne, non ci sono costi aggiuntivi per la collettività, ma viene portato avanti con costanza e impegno dai nostri dipendenti. Gli stessi che ogni giorno in media si occupano di cinque funerali e cremazioni e che si adoperano per la periodica rotazione delle tombe nelle 54 strutture. In questi giorni, tagliano l’erba quotidianamente e si occupano del verde nonostante le alte temperature già dalle prime ore della mattina. Però con l’alternanza di sole e pioggia, bastano pochissimi giorni alle erbacce per ricrescere. I lavori di manutenzione vengono svolti nello stesso cimitero con una frequenza di 15 giorni circa, quanto potrebbe bastare, in particolari condizioni meteo, alla vegetazione spontanea per prosperare. Per questo siamo ben lieti di accogliere le segnalazioni, se fatte attraverso gli opportuni canali e in maniera collaborativa e costruttiva. E’ possibile avvisare i consiglieri comunali (sempre molto disponibili) o scriverci a info@arezzomultiservizi.it. Noi cerchiamo sempre, per quanto possibile, di andare incontro a ogni richiesta”.

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"Non possiamo intervenire in aree private"

Ma le foto apparse sui social network negli ultimi giorni non riguardavano viali o aree di passaggio quanto piuttosto loculi, tombe o cappelle private. “In questi casi noi non potremmo intervenire perché spetta al concessionario o al successore prendersi cura della sepoltura. E’ come fosse una proprietà privata. Potremmo essere accusati di violazione o di aver arrecato un qualsiasi danno. E solo in casi estremi, laddove possono esserci conseguenze per la incolumità delle persone, ci prendiamo la responsabilità e autorizziamo i dipendenti ad agire. Ma non è la via più corretta perché, come ha fatto notare Angelo Rossi, la negligenza dei singoli ricade in termini di costi sull’intera collettività”.

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Contro gli odiatori

Poi la stoccata di Amendola verso gli haters che, tastiera alla mano, insultano sui social senza conoscere e senza voler sapere. “Se comprendo osservazioni o critiche, non capisco invece le frasi offensive nei confronti della società che rappresento e di chi ci lavora. Credo che far notare mancanze o disservizi sia un diritto del cittadino così come è un nostro dovere fornire le adeguate spiegazioni o porre rimedio a criticità, qualora presenti, a seconda delle situazioni. Trovo invece totalmente fuori luogo gli insulti o le provocazioni. Chi lavora ad Arezzo Multiservizi è stato definito addirittura ‘delinquente’. I nostri uffici sono aperti tutti i giorni e il nostro personale sempre a disposizione per raccogliere i suggerimenti. Sarebbe utile usare i canali opportuni e non lamentarsi in maniera sterile sui social”.

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