L'amianto che uccide: 132 casi di mesoteliomi maligni ad Arezzo. Tornano le storie degli ex Sacfem

Ad Arezzo molti dei casi che sono stati registrati nel tempo hanno riguardato i lavoratori della ex Sacfem

 

Sono stati in tutto 132 i casi di mesoteliomi maligno registrati dal 1988 al marzo 2017 in provincia di Arezzo.
La cifra è quella riportata da un recente studio presentato dalla Regione Toscana in questi giorni e che fa il punto circa l'incidenza di tumori dovuti all'esposizione da amianto.

In questo senso ha preso il via il programma di sorveglianza sanitaria messo a punto dalla Regione per i lavoratori che nella loro vita professionale sono stati esposti all'amianto. Il programma è stato presentato dall'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi, assieme a Elisabetta Chellini, direttore epidemiologia dell'ambiente e del lavoro e responsabile Centro operativo toscano dei tumori professionali di Ispo (Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica).

Secondo quanto pubblicato nella relazione i casi ad oggi registrati dal COR mesoteliomi toscano tra i residenti in Toscana con diagnosi dal 1988 al marzo 2017 sono 1.864, dei quali 1.459 (78,3%) in uomini e 405 (21,7%) in donne.
Il 92,4% (1.722) sono a sede pleurica da ricondurre alle modalità di esposizione a questo cancerogeno per via inalatoria. 129 sono i casi a sede peritoneale, 7 della tunica vaginale del testicolo e 5 del pericardio.


Negli ultimi anni è stato osservato soprattutto negli uomini, un aumento dell’età media di insorgenza di questo tumore: nell’ultimo triennio è pari a 74 anni mentre negli anni precedenti si attestava intorno ai 69 anni. Nelle donne l’età media è stabile attorno ai 70 anni.

Ad Arezzo molti dei casi che sono stati registrati nel tempo hanno riguardato i lavoratori della ex Sacfem. Quello esercito di uomini che lavoravano all'interno del fabbricone e che per anni hanno respirato la polvere proveniente dalle lavorazioni per la costruzione delle carrozze ferroviarie.

La loro storia è stata raccolta dagli avvocati Martinelli, Candi e Bianchi che stanno seguendo l’esposto alla Procura di Arezzo per conto dei familiari degli ex operai della Sacfem e di chi come Vito Capecchi (vedi l'intervista di Enrica Cherici) merita un risarcimento danni per le conseguenze sulla salute dell’amianto.

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