"C'è un guasto da riparare", ma era un inganno: giovane coppia mette in fuga i malviventi. Appello all'attenzione

L'episodio è avvenuto nei giorni scorsi a Castelluccio, frazione di Capolona.

Prima una chiamata al telefono cellulare, poi gli insistenti squilli al campanello di casa e il misfatto di due finti operatori del servizio elettrico è servito già dalle prime ore del mattino. Questa volta però, vittima nel mirino di due malviventi è stata una giovane coppia, che ha fiutato subito l'inganno e ha dato il ben servito a due finti elettricisti. 

L'episodio è avvenuto nei giorni scorsi a Castelluccio, frazione di Capolona. Alle 6 del mattino il proprietario di casa, già in viaggio per un lavoro che lo stava portando fuori provincia, ha ricevuto una chiamata: "Stiamo venendo a casa sua per il guasto che ci è stato segnalato stamani alle 5,30". Il giovane però non aveva segnalato nessun disservizio, così spiega all'uomo dall'altra parte del telefono che non aveva bisogno dell'aiuto di un operatore e riaggancia.

"Alle 7 però - racconta la compagna trentenne - io ero ancora in casa e ho sentito squillare il citofono. Una, due, tre volte. Ho pensato che fosse successo qualcosa al mio fidanzato e sono corsa alla porta. Ho aperto e mi sono trovata di fronte un giovane vestito da elettricista, con gli attrezzi del mestiere che mi diceva che era venuto a sistemare il guasto. A quel punto ho capito che qualcosa non quadrava. E gli ho chiuso la porta in faccia".

La donna ha visto che l'uomo viaggiava su di un furgone bianco, insieme ad un altro uomo. "Alto, giovane, italiano, capelli mossi e lunghi fino alle orecchie - racconta la donna - invito a fare attenzione se qualcuno con queste caratteristiche suona alla porta di casa spacciandosi per operatore del servizio elettrico".

La giovane coppia, infatti, ha approfondito quanto accaduto.

"Abbiamo chiamato Enel - spiegano - e ovviamente ci hanno confermato che nemmeno a loro risultava una segnalazione fatta a nome del mio fidanzato alle 5,30 di quel mattino. Inoltre ci hanno spiegato che gli operatori della società non arrivano ai portoni delle abitazioni, si fermano all'esterno, dove sono i contatori. Poi abbio contattato i Carabinieri di Subbiano. Abbiamo così scoperto che non siamo stati gli unici ad essere stati contattati".

Probabilmente il tentativo di intrusione nell'abitazione era stato studiato nei minimi particolari: il finto elettricista, infatti, conosceva sia il nome sia il numero di telefono cellulare del proprietario di casa. Tanto da chiamarlo e con una vera e propria messa in scena annunciare il loro arrivo, forse per capire se qualcuno a quell'ora era in casa. 

Con la giovane coppia il raggiro non è riuscito: ma cosa sarebbe potuto accadere se di fronte i due malviventi si fossero trovati degli anziani? O qualcuno che, preso di sprovvista, li avesse fatti entrare?

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