Blitz antimafia a Podere Rota. Csai: “Se ci sono irregolarità pronti a revocare l’incarico”

Durante il blitz, sono stari presi in analisi e sequestrati i documenti riguardanti gli appalti. Le intenzioni, secondo quanto emerso nelle ultime ore, sono volte alla valutazione di eventuali infiltrazione mafiose, in particolare della n’drangheta calabrese, nell’appalto dell’ottobre 2015 e che riguarda l’ampliamento della struttura.

Claudia Failli
Claudia Failli
Invia per email  |  Stampa  |   10 agosto 2016 15:27  |  Pubblicato in Cronaca, Valdarno

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“Attendiamo che gli investigatori facciano le verifiche dovute. Se ci saranno anomalie pronti a revocare l’incarico”.

Ne sono sicuri gli amministratori di Csai che, all’indomani del blitz dell’antimafia nell’area di Podere Rota, intervengono precisando alcuni aspetti.

Nella giornata di ieri, gli investigatori hanno effettuato dei controlli all’interno del perimetro dell’impianto di stoccaggio e raccolta rifiuti valdarnese, posto tra i comuni di San Giovanni Valdarno e Terranuova Bracciolini. Durante il blitz, sono stari presi in analisi e sequestrati i documenti riguardanti gli appalti. Le intenzioni, secondo quanto emerso nelle ultime ore, sono volte alla valutazione di eventuali infiltrazione mafiose, in particolare della n’drangheta calabrese, nell’appalto dell’ottobre 2015 e che riguarda l’ampliamento della struttura.

“La società Csai, in qualità di stazione appaltante, – rendono noto dall’azienda che si occupa della gestione di Podere Rota – fa presente che le indagini erano rivolte al cantiere della società che sta svolgendo, in qualità di appaltatore, i lavori di completamento della seconda fase del “progetto esecutivo di ampliamento dell’impianto di discarica per rifiuti non pericolosi di Casa Rota –realizzazione del 2° modulo e del 3° modulo della seconda fase”. Tali lavori sono stati affidati da Csai Spa alla società Italcostruzioni tramite procedura ad evidenza pubblica “Procedura negoziata ex art. 122, comma 7 d.lgs. 163/2006”. Così come previsto dalla normativa, la società Csai prima della stipula del contratto ha effettuato nei confronti dell’azienda, nonché sulle persone fisiche titolari di cariche aziendali, tutte le verifiche del caso, le quali hanno evidenziato il regolare possesso dei requisiti richiesti, ivi compresa la certificazione antimafia. Per questi motivi Csai Spa non poteva esimersi dall’affidare i lavori. Qualora a seguito delle verifiche amministrative effettuate dagli organi competenti fosse rilevato che l’appaltatore non possegga più i requisiti di legge, la società Csai provvederà immediatamente alla revoca dell’aggiudicazione e alla risoluzione del contratto. Csai Spa ribadisce la correttezza del proprio operato e si riserva la facoltà di agire nelle sedi giudiziarie a tutela dell’immagine dell’azienda, anche nei confronti di coloro che stanno facendo allusioni (via internet) diffamatorie quanto infondate”.

 Claudia Failli 
Claudia FailliValdarnese di nascita e aretina di adozione. Cittadina del mondo grazie al web (cit.). Appassionata di fotografia, video e social network. Il mondo lo guardo da un oblò ma non mi annoio nemmeno un po'.
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