Vecchia Etruria, inchiesta per bancarotta: spunta la richiesta del sequestro dei beni

La procura di Arezzo sta raccogliendo il materiale e ha incaricato la Guardia di Finanza di reperire la documentazione sulla riunione del Cda di Banca Etruria del 30 giugno 2014, assemblea con la quale è stata sancita la buonuscita del direttore...

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La procura di Arezzo sta raccogliendo il materiale e ha incaricato la Guardia di Finanza di reperire la documentazione sulla riunione del Cda di Banca Etruria del 30 giugno 2014, assemblea con la quale è stata sancita la buonuscita del direttore generale Luca Bronchi.

Da ieri si rincorrono voci sull'apertura di un quinto fascicolo della Procura di Arezzo in merito al vecchio istituto di credito aretino, dichiarato insolvente. Si parla di una quindicina di persone iscritte nel registro degli in dagati. Sono al vaglio, tra le altre, le posizioni di alcuni membri dell'ultimo Cda della banca, come il presidente Lorenzo Rosi e i due vice, Alfredo Berni e Pierluigi Boschi, padre del ministro Maria Elena. Tuttavia l'inchiesta coinvolgerebbe altri ex amministratori, anche dei consigli di amministrazione precedenti. Dalla Procura non sono arrivate né conferme né smentite sull'apertura del fascicolo per bancarotta fraudolenta.

Intanto spunterebbe anche la richiesta, da parte della procura aretina, di un sequestro di 1,2 milioni di euro all'ex dg Luca Bronchi.

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La richiesta di sequestro, per 1,2 milioni di euro - riporta La Stampa - sarebbe attualmente al vaglio del gip. La somma è quella che il consiglio di Etruria (...) deliberò di concedere a Bronchi nella seduta del 30 giugno 2014. In quell’occasione votò a favore della «buonuscita» tutto il cda, con l’eccezione di Giovanni Grazzini (astenuto).

Sulla buonuscita dell'ex direttore generale ma anche su altre spese per operazioni e consulenze (17 milioni di euro in tre anni) stanno indagando le Fiamme Gialle del nucleo tributario di Arezzo e Firenze. Si tratta di spese già finite nel mirino della vigilanza di Bankitalia.

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