Crac Banca Etruria, confermato il sequestro dei beni per gli ex amministratori

Il tribunale del riesame di Arezzo, presieduto dal giudice Angela Avila, ha confermato il giudizio di primo grado

Sequestro dei beni confermato per gli ex amministratori di Banca Etruria accusati di bancarotta. Il Tribunale del Riesame di Arezzo, presieduto dal giudice Angela Avila, ha confermato la decisione emersa nel processo di primo grado e rigettato il ricorso dei legali degli imputati. Con una sola eccezione, per Alberto Bonaiti, la cui condizione dal punto di vista giudiziario (è coinvolto per una sola vicenda) e la cui consistenza patrimoniale sono risultate tali da non richiedere il provvedimento.

Restano dunque sotto sequestro i beni dell'ultimo presidente Lorenzo Rosi, per gli ex vice presidenti Giovanni Inghirami e Giorgio Natalino Guerrini, e per gli altri ex membri del cda Federico Baiocchi De Silvestri, Piero Burzi, Giovan Battista Cirianni, Giampaolo Crenca, Giorgi e Alberto Rigotti.

Come di prassi, le motivazioni dell'ordinanza saranno depositate tra trenta giorni: solo allora i difensori potranno impugnare di nuovo il provvedimento in Cassazione.

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Il sequestro era già stato bloccato dalla Corte di Cassazione che lo aveva rimandato ad Arezzo per il riesame: la Suprema Corte accolto i ricorsi degli avvocati che contestavano i sequestri scattati nel marzo 2019 su richiesta del commissario liquidatore di Banca Etruria, Giuseppe Santoni, volendo bloccare i beni degli imputati nel processo per il crac in vista di possibili condanne.

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