Argento vivo, falsa partenza del processo: tutto rinviato a settembre per un difetto di notifica

Sono 18 gli imputati accusati di associazione a delinquere ed emissione di fatture inesistenti

Falsa partenza questa mattina per il processo per il caso "Argento vivo". Sul banco degli imputati, accusati di associazione a delinquere ed emissione di fatture inesistenti, sono 18 imprenditori del territorio. Tra loro anche Plinio Pastorelli, ex consigliere delegato di Oro Italia Trading.

A causa di un difetto di notifica ad un imputato, il procedimento è stato rinviato al prossimo 10 settembre. 

L'intera vicenda ha preso le mosse quattro anni fa, quando le indagini della Guardia di Finanza permisero di scoprire una frode fiscale nel settore del commercio di metalli preziosi (principalmente argento, ma anche platino, palladio e rodio). Erano due le organizzazioni criminali che operavano, guidate da due aretini noti nel settore orafo. Loro difficilmente comparivano, ma secondo gli inquirenti tenevano le redini della situazione. Stando a quanto sostenuto dall'accusa, rappresentata dal pm Marco Dioni, le organizzazioni acquistavano ingenti quantitativi di argento puro senza però corrispondere l’Iva ai fornitori. Non solo: quel metallo veniva poi trasformato in semilavorato con l’obiettivo di assoggettare ad Iva le successive vendite attraverso società “cartiere” che non versavano Iva. L'argento veniva poi venuduto al cliente finale il quale, dopo averlo fatto nuovamente affinare, lo ricollocava sul mercato. Con questo meccanismo sarebbero stati evasi 3,2 milioni di euro di Iva.

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