Aggressione al Pronto Soccorso: spunta l'ipotesi telecamere. Ipasvi: "Più sicurezza per gli operatori"

L’ipotesi è quella di installare telecamere di sicurezza oppure, prevedere un servizio di vigilanza h24. E’ dopo l’aggressione registratasi all’interno del triage del pronto soccorso di Arezzo che i dirigenti della Asl 8 di Arezzo iniziano a...

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L’ipotesi è quella di installare telecamere di sicurezza oppure, prevedere un servizio di vigilanza h24. E’ dopo l’aggressione registratasi all’interno del triage del pronto soccorso di Arezzo che i dirigenti della Asl 8 di Arezzo iniziano a pensare a varie iniziative per accrescere la sicurezza all’interno dell’edificio.
Lo spunto di riflessione è stato offerto dall’ultimo episodio che si è consumato in pronto soccorso e che ha visto protagonista un’infermiera di 40 anni.

La donna infatti, attorno alle 17,30 del pomeriggio di sabato scorso, è stata aggredita da un cittadino indiano il quale si trovava all’interno del PS dopo essere stato trovato in stato confusionale in piazza Guido Monaco. L’uomo era stato dimesso alle 13 ma, nonostante questo, non ha lasciato l’ospedale. Così nel pomeriggio, senza un’apparente ragione valida, si è avventato sulla donna aggredendola e malmenandola.
E’ stato solo grazie all’intervento di alcuni medici, volontari 118 e forze dell’ordine che la donna è stata tratta in salvo.

Un episodio grave che accende ancora una volta i riflettori sul tema della sicurezza, argomento sul quale i dirigenti dell'azienda aretina dovranno confrontarsi e prendere decisioni.

L'infermiera aggredita al momento non è ancora rientrata al lavoro.
Intervento del Presidente del Collegio Infermieri IPASVI Cosimo Molinaro


"Nell'esprimere la mia piena solidarietà all'infermiera aggredita al Pronto Soccorso dell'Ospedale di Arezzo, - afferma il Presidente del Collegio Infermieri IPASVI Cosimo Molinaro -, devo sottolineare ancora una volta il ruolo di prima linea della nostra professione nella gestione di tante attività sanitarie, e non solo del primo soccorso. Ritengo quindi sia necessaria una riflessione sulle condizioni di sicurezza nelle quali gli infermieri si trovano quotidianamente ad operare, individuando con la Direzione della Asl e le Forze di Polizia le giuste misure di prevenzione da adottare".

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