Addio Agostino Pirella, da Arezzo lottò per chiudere i manicomi e reinserire i pazienti nella vita sociale

Era uno stretto collaboratore di Franco Basaglia oltre che un suo amico. Fu nominato direttore dell' ospedale psichiatrico di Arezzo negli anni Settanta e da allora lottò con ogni mezzo per il superamento dell'istituzione manicomiale. Agostino...

agostino pirella

Era uno stretto collaboratore di Franco Basaglia oltre che un suo amico. Fu nominato direttore dell' ospedale psichiatrico di Arezzo negli anni Settanta e da allora lottò con ogni mezzo per il superamento dell'istituzione manicomiale. Agostino Pirella è scomparso quest'oggi a Torino. Aveva 86 anni e grazie alla sua determinazione, tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta, lavorando nell'allora ospedale psichiatrico di viale Cittadini, riscrisse una parte importante della storia della sanità italiana.

La notizia della scomparsa ha destato la commozione di tanti aretini. "Lascia un grande vuoto tra i tanti che hanno condiviso il suo grande impegno a favore delle persone affette da disagio mentale" afferma la senatrice del Pd Donella Mattesini della commissione Sanità.

"Un impegno lungo una vita - prosegue Mattesini - dagli anni di Gorizia a fianco di Franco Basaglia, alla battaglia di Marco Cavallo, il cavallo azzurro indifesa dei malati di mente di Trieste, al suo incarico come Direttore del manicomio di Arezzo negli anni 70/80, dove operò per la chiusura della struttura, prima della legge180, in favore di soluzioni alternative più valide per il reinserimento dei pazienti nella vita sociale. Con uno sguardo lucido, da scienziato, sostenuto sempre da un incomparabile sensibilità per l'altro fragile, si è sempre battuto per un'integrazione concreta del paziente mentale nell'ambito famigliare, di qui l'esperienza delle case famiglia, e più in generale per un sostegno effettivo nell'attività didattica, creativa e anche lavorativa di ognuno. Una delle sue ultime battaglie è stata quella per la chiusura degli Opg, in quell'occasione ho avuto modo di conoscerlo, per le audizioni e le iniziative in commissione sanità, e di cogliere la straordinaria portata delle sue idee e del suo impegno".

"Oggi ci sentiamo tutti più soli ma la sua esperienza continuerà ad alimentare il nostro impegno per riconoscere al malato mentale, che per questo non cessa di essere una persona, la dignità e gli inalienabili diritti civili che la Costituzione riconosce ad ognuno di noi", conclude Mattesini.

Commosso ricordo anche quello di Luciano Ralli, capigruppo Pd Consiglio comunale di Arezzo:

Ha dato una speranza di vita a chi non avrebbe mai pensato di uscire dalle mura del manicomio. Ha insegnato a giovani psichiatri un nuovo approccio al loro studio e al loro lavoro. Ha contribuito, in modo determinante, alla scrittura collettiva di una delle più belle pagine di libertà della storia del Novecento. Con Franco Basaglia è stato protagonista della riforma psichiatrica e negli anni settanta è stato Direttore dell'OPN di Arezzo determinandone la chiusura. Cittadino onorario di Arezzo, ha reso la nostra città simbolo di libertà, innovazione e tolleranza. Il gruppo del Pd chiederà al Presidente del Consiglio comunale una sua commemorazione nel corso della prossima seduta consiliare.

La professoressa Loretta Fabbri e la professoressa Silvia Calamai, a nome personale e del Dipartimento di Scienze della formazione e della

comunicazione interculturale dell'Università di Siena con sede ad Arezzo, partecipano al cordoglio per la scomparsa del professor Agostino

Pirella.

Forte dell'esperienza di Gorizia, Agostino Pirella arriva nell'Ospedale psichiatrico di Arezzo nel 1971. "Pochi anni più tardi - dice la

direttrice del Dipartimento universitario, Loretta Fabbri -, grazie al lavoro della sua equipe e all'apertura al mondo fuori dell'universo

manicomiale, si compie anche ad Arezzo l'utopia concreta della fine di una realtà di reclusione e l'inizio di una nuova psichiatria attenta

alla dignità delle persone con disagio psichico".

"Il nostro Dipartimento è impegnato da tempo nel recupero, nella valorizzazione e nella ri-attualizzazione della memoria legata

all'ex-Ospedale neuropsichiatrico - commenta Silvia Calamai, direttrice scientifica dell'Archvivio storico dell'Ospedale psichiatrico -. Sarà

nostra cura - concludono le due docenti - fare in modo che l'esperienza di Agostino Pirella e il suo insegnamento siano parte integrante del

patrimonio di conoscenze e di pratiche educative che questo luogo di formazione intende promuovere".

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