Accusato di estorsione, "ma era stato vittima di una truffa". Assolto imprenditore

Si era visto recapitare una cartella esattoriale del valore di 400 mila euro: a tanto ammontava l'Iva che un imprenditore aretino doveva versare. L'uomo in realtà era stato raggirato, vittima di una truffa, ma appena ha cercato di chiarire la...

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Si era visto recapitare una cartella esattoriale del valore di 400 mila euro: a tanto ammontava l'Iva che un imprenditore aretino doveva versare. L'uomo in realtà era stato raggirato, vittima di una truffa, ma appena ha cercato di chiarire la vicenda, assistito dal suo avvocato Filippo Billi, è stato denunciato per estorsione. E' una storia paradossale quella di Marco Neri, un imprenditore della Valdichiana che svolge la sua attività nel settore dell'edilizia, finito sul banco degli imputati per episodi risalenti a oltre 10 anni da fa e assolto ieri, con formula piena, perché il fatto non sussiste.

Neri nel gennaio 2009 si vide arrivare una cartella esattoriale per Iva non versata pari a circa 400 mila euro. Incredulo si rivolse allo studio commerciale che lo seguiva. Il professionista si occupava delle incombenze della sua azienda - una ditta individuale - era però morto nel 2006 e per capire cosa era successo chiese di ritirare tutti i suoi documenti conservati nello studio. Scoprì così che dal 2000 al 2005 erano state emesse a sua insaputa fatture intestate ad altre aziende, alcune addirittura dopo alla chiusura della partita Iva avvenuta sempre nel 2005, altre che avevano per oggetto lavori completamente diversi a quelli che lui svolgeva.

billi-filippo-avvocatoA questo punto chiese un incontro con la figlia del professionista che aveva "ereditato" lo studio e 6 aziende del senese che non aveva mai conosciuto ma verso le quali erano state emesse le fatture. Una chiarezza che non arrivò e al termine dell'incontro l'uomo spiegò, in modo concitato, che vista la complessità della situazione e la necessità di tutelarsi, si sarebbe rivolto alla Guardia di Finanza. E fu proprio in seguito a questo faccia a faccia che arrivò la denuncia da parte dai sei destinatari delle fatture: l'accusa era di estorsione. Secondo i sei l'uomo aveva chiesto soldi in cambio del suo silenzio con la Guardia di Finanza.

Prese avvio così un lungo procedimento giudiziario presso il Tribunale di Siena che si è concluso ieri sera, alle 21 circa, con una sentenza della Corte d'assise che non lascia adito a interpretazioni: il fatto non sussiste.

Di fatto Neri, dopo quell'incontro, si rivolse alla Guardia di Finanza per denunciare l'accaduto: dalle indagini scaturì un secondo filone d'inchiesta. "Si appurò - sostiene l'avvocato Billi - che il commercialista aveva emesso fatture false e che i destinatari ne erano a conoscenza. L'unico ignaro dell'accaduto era proprio l'imprenditore aretino. I titolari delle aziende furono rinviate a giudizio, tra i capi di imputazione c'erano evasione fiscale e per alcuni truffa. Quel processo si è concluso con dei patteggiamenti e la famosa Iva verrà pagata da loro".

Per l'imprenditore aretino la fine di un incubo, arrivata dopo anni di attesa e una lunga Camera di Consiglio.

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