Presunti abusi all'asilo di Rendola, la difesa del bidello: "Foti stilò la prima relazione, temiamo manipolazione come a Bibbiano"

Il prossimo 17 ottobre si terrà una nuova udienza in Corte d'Appello. Altri periti hanno ricevuto l'incarico per la perizia e saranno chiamati ad esporre gli esiti

"Le testimonianze di quei bambini potrebbero essere state manipolate, proprio come è successo a Bibbiano". E' questo il dubbio che insinua oggi, a 7 anni dal verificarsi dei fatti, e dopo una assoluzione in primo grado, il legale dell'ex bidello dell'asilo di Rendola. Il caso adesso è approdato in Corte d'Appello: la prossima udienza si svolgerà il 17 ottobre, quando saranno sentiti in aula gli specialisti incaricati di svolgere una nuova perizia. 

La vicenda 

Un colpo di scena dietro l'altro per questo caso che ha colpito profondamente l'aretino. Il bidello era accusato di aver abusato di quattro bambini che frequentavano l'asilo dove lui lavorava. La vicenda inizialmente coinvolse 12 famiglie i cui bimbi furono sentiti sui presunti abusi. L’ex bidello fu prosciolto subito per otto casi mentre per i restanti quattro andò a giudizio. Durante il procedimento furono ascoltati i carabinieri, furono ripercorsi i risultati delle indagini svolte, comprese le analisi delle telecamere piazzata dentro alla scuola e quelle del contenuto del pc del 55 enne. Furono anche ascoltati i periti della Procura che avevano valutato i quattro bambini (ormai divenuti ragazzini) in grado di sostenere una deposizione in aula. Nonostante il parere positivo dei giudici, era comunque necessario il nullaosta dei consulenti del tribunale che dichiaraono i ragazzini non idonei a testimoniare.  Nella sua requisitoria la pm Alessandra Falcone chiese una condanna a 13 anni. L'ex bidello, assistito dall'avvocato Raffaello Falagiani, fu assolto con formula piena. 

Con il ricorso in appello da perte del pm, che ha impugnato la sentenza, però il codice penare impone la rinnovazione del dibattimento e la corte fiorentina lo scorso febbraio dispose anche che venisse rinnovata la perizia. 

La perizia di Foti

Adesso il nuovo colpo di scena:

"La prima perizia disposta dalla Procura - afferma il legale del bidello, l'avvocato Raffaello Falagiani - fu svolta dal dottor Claudio Foti del Centro studi Hansel e Gretel onlus, insieme ad una psicoterapeuta del Meyer. Il nostro dubbio è che per quella perizia sia stato utilizzato lo stesso metodo contestato a Bibbiano. Quanto balzato agli onori delle cronache ci ha lasciato sgomenti e ci chiediamo se ci sia stata manipolazione delle testimonianze dei bambini. A questa incognita, sulla quale la stessa corte vorrebbe fare chiarezza, dovremmo avere una riposta con la nuova perizia".

Foti depose in aula durante il processo di primo grado. Attestò la credibilità delle testimonianze e rilevò con la sua perizia uno stato di sofferenza psicologica.  

Stando a quanto riportato dal difensore del 55enne, anche i periti nominati dal tribunale avrebberi ritenuto la perizia di Foti non del tutto attendibile. 

"l professor Giovan Battista Camerini e la psicologa Francesca Giammarugli - aveva spiegato il legale in seguito all'audizione avvenuta rigorosamente a porte chiuse - avevano dichiarato i piccoli non idonei a testimoniare in tribunale, come noi avevamo chiesto. Due i motivi addotti: uno è da attribuire a casi di amnesia infantile. L'altro è legato alle suggestioni derivanti dall'ambiente familiare e terapeutico. I consulenti - afferma anche oggi il legale - hanno dichiarato che i bimbi sarebbero stati ascoltati in modo improprio nelle prime fasi del procedimento: le domande sarebbero state poste in modo da suggerire le risposte".

La prossima udienza di fronte alla Corte fiorentina è in calendario tra meno di un mese. Altri periti sono stati coinvolti e altre relazioni saranno presentate. E l'esito del procedimento potrebbe conferemare o riscrivere quella che è stata la drammatica storia dell'asilo di Rendola.

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