Ampliamento Podere Rota, misura interdittiva antimafia per l’impresa che vinse l’appalto

Il provvedimento è scattato attraverso un atto della prefettura competente con cui si segnalano imprese che presentano un pericolo di infiltrazioni mafiose.

Redazione Arezzo Notizie
Redazione Arezzo Notizie
Invia per email  |  Stampa  |   15 febbraio 2017 23:12  |  Pubblicato in Cronaca, Valdarno

Articoli correlati



E’ scattata la misura interdittiva antimafial’impresa della provincia di Reggio Calabria che nell’estate scorsa è finita nel mirino della direzione antimafia dopo aver vinto l’appalto per la realizzazione dell’ampliamento della discarica di Podere Rota, a Terranuova Bracciolini.

Il provvedimento è scattato attraverso un atto della prefettura competente con cui si segnalano imprese che presentano un pericolo di infiltrazioni mafiose.

Lo scorso 18 agosto Csa Impianti, gestore della discarica di Podere Rota, aveva sottolineato attraverso una nota stampa come: “in qualità di stazione appaltante, – rendono noto dall’azienda che si occupa della gestione di Podere Rota – fa presente che le indagini erano rivolte al cantiere della società che sta svolgendo, in qualità di appaltatore, i lavori di completamento della seconda fase del “progetto esecutivo di ampliamento dell’impianto di discarica per rifiuti non pericolosi di Casa Rota –realizzazione del 2° modulo e del 3° modulo della seconda fase”. Tali lavori sono stati affidati da Csai Spa alla società Italcostruzioni tramite procedura ad evidenza pubblica “Procedura negoziata ex art. 122, comma 7 d.lgs. 163/2006”. Così come previsto dalla normativa, la società Csai prima della stipula del contratto ha effettuato nei confronti dell’azienda, nonché sulle persone fisiche titolari di cariche aziendali, tutte le verifiche del caso, le quali hanno evidenziato il regolare possesso dei requisiti richiesti, ivi compresa la certificazione antimafia. Per questi motivi Csai Spa non poteva esimersi dall’affidare i lavori. Qualora a seguito delle verifiche amministrative effettuate dagli organi competenti fosse rilevato che l’appaltatore non possegga più i requisiti di legge, la società Csai provvederà immediatamente alla revoca dell’aggiudicazione e alla risoluzione del contratto. Csai Spa ribadisce la correttezza del proprio operato e si riserva la facoltà di agire nelle sedi giudiziarie a tutela dell’immagine dell’azienda, anche nei confronti di coloro che stanno facendo allusioni (via internet) diffamatorie quanto infondate”.

La notizia è stata approfondita all’interno dell’edizione serale del Tgr Toscana – Il servizio

blog comments powered by Disqus