Terremoto centro Italia - a Visso e Ussita si vive ancora in camper o roulotte...

12 aprile 2017 - Mentre a Norcia (Umbria) si tocca con mano l'intervento pubblico, i territori di Visso e Ussita (Marche) sembrano quasi dimenticati. A Norcia quasi tutto ciò che è pericolante è stato messo in sicurezza (che è solo il primo...

Visso

12 aprile 2017 - Mentre a Norcia (Umbria) si tocca con mano l'intervento pubblico, i territori di Visso e Ussita (Marche) sembrano quasi dimenticati.

A Norcia quasi tutto ciò che è pericolante è stato messo in sicurezza (che è solo il primo passo prima della demolizione e ricostruzione). In paese le case in piedi sono l'ottanta per cento, ma quelle realmente agibili non superano il trenta. C'è poi la difficoltà di permettere l'accesso a strade e vicoli nei quali sono ancora accumulate le macerie o che sono in presenza di edifici pericolanti (sopratutto chiese, ma anche il palazzo comunale e molto altro).

Nel Corso della cittadina umbra, cui si accede solo da Porta Romana (impacchettata), alcune attività sono aperte, ma il giro di affari è da fame. le mura sono crollate per lunghi tratti e le macerie sono tutte al loro posto, anche perché giustamente le priorità sono altre. Tuttavia tra le aree colpite dai terremoti di agosto e ottobre scorsi, Norcia è certamente una di quelle che stanno meglio. Questo sia per la percentuale di edifici ancora agibili, che perché si stanno realizzando veri e propri paesi satellite composti da casette in legno. Sono 65 quelle che stanno per essere consegnate, oltre alle 28 già assegnate pochi giorni fa. Abitazioni piccole, ma dignitose, con tanto di strade e illuminazione pubblica, rete idrica e utenze varie interrate.

La situazione è molto più precaria in zone meno note dell'area del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Nello stesso territorio del comune di Norcia le frazioni di Campi, Ancarano e Castelluccio sono paesi fantasma dove i pochissimi residenti (a Castelluccio non c'è più nessuno e il suo Piano Grande è oggi irraggiungibile per via di strade ridotte veramente male) vivono in container, camper o tende.

Fa impressione, a Campi, vedere i lavori che si stanno facendo intorno e sopra la chiesa di San Salvatore, la prima che abbiamo visto tutti in notturna televisiva, crollata completamente dopo la scossa del 26 ottobre scorso. Si sta spendendo una fortuna (c'è chi dice mezzo milione e forse è troppo, ma di certo si parla di centinaia di migliaia di euro) per realizzare fondazioni giganti, pilatri e tettoia di protezione di ruderi ormai solo tali, senza più niente di quello che di prezioso la chiesa conteneva. Un lavoro che appare sproporzionato e anche brutto, il cui finanziamento poteva essere sfruttato altrove, viste le emergenze reali tutt'ora in corso.

Nelle aree di Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera la situazione è però peggiore, infatti i residenti in normali abitazioni sono ridotti a sei famiglie in tre comuni e i lavori di ripristino di condizioni vivibili procedono molto più lentamente. Chi è rimasto in loco vive in camper o roulotte (una venticinquina di persone a Visso e una decina a Ussita e a Castelsantangelo), e non c'è ancora traccia di casette (e nemmeno di container) destinate a uso abitativo.

A Ussita è aperto un ristorante - pub che funge da luogo di ritrovo per l'intera area e offre l'opportunità di pasti caldi per chiunque riesca a raggiungere il centro del paese sparso (occorre un permesso rilasciato all'ingresso di Visso per poter salire a Ussita o Castelsantangelo, entrambi semi isolati.

Al momento le poche attività commerciali aperte nell'area sono un bar pasticceria, un forno e una tabaccheria (in container) a Visso e il locale di Ussita.

La grande presenza di Vigili del Fuoco, alpini, esercito, Carabinieri e volontari vari, fa sì che i locali aperti siano molto frequentati e vivi.

C'è poi la presenza discreta degli allevatori, buona parte dei quali vive in condizioni precarie pur di non abbandonare gli animali e le attività a essi collegate.

Una giovane famiglia di Ussita (padre, madre e due bambini) vive in una roulotte nell'area camper del paese e gestisce con coraggio un gregge numeroso, una ventina di cavalli e sette maiali. Michela, la madre, ogni giorno porta i figli a scuola verso il mare (un'ora d'auto) e torna a lavorare in azienda fino al pomeriggio, quando scende di nuovo a prendere i bambini e li riporta nella "casina", che poi sarebbe la roulotte. Michela e la sua famiglia sopravvivono sopratutto grazie al formaggio e alla lana che producono.

Chissà se un giorno quei paesi potranno tornare effettivamente a vivere pur avendo perso quasi tutte le abitazioni, le chiese e i monumenti storici che li caratterizzavano.

In questo momento la fa da padrona la paura, e quasi nessuno dei "deportati" ha intenzione di tornare a vivere in luoghi nei quali anche ieri l'altro si sono avvertite due scosse di 3,6 gradi, e questo nonostante che al mare non si trovino affatto bene...

Quel che è certo è che al Piano Grande si stanno seminando le lenticchie e che la famosa fioritura si ripeterà a giugno/luglio prossimi (speriamo che per allora qualche strada che sale all'altopiano più bello d'Italia sia di nuovo agibile per tutti). I monti Sibillini, straordinari per bellezza, sono ancora lì, per quanto feriti.

Se le scosse termineranno...

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