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Stop ai furbetti della targa estera, o forse no. Le vetture escluse dalla nuova normativa

Fatta la legge e trovato subito l'inganno? Sembra di sì leggendo la normativa.

Si sa l'Italia è un Paese popolato da gente fantasiosa. Ecco allora che molti italici automobilisti (ma non solo) hanno pensato di driblare tasse, contravvenzioni al codice della strada, redditometri vari e più che ne ha più ne metta, immatricolando la propria auto, spesso una vettura di grossa cilindrata, con targa straniera.

Ecco spiegato il motivo per il quale si vedono per strada, anche in periodi dell'anno non propriamente vacanzieri auto con targa tedesca, polacca, bulgara e via così, guidate da italianissimi concittadini. A questo fenomeno si aggiungono poi coloro che stranieri lo sono davvero e vivono nel Bel Paese, pagando quello che devono per il possesso dell'auto nello Stato al quale la targa si riferisce. Il tutto con un notevole risparmio di soldi rispetto a quanto previsto dalla legislazione italiana. Ecco quindi che con il maxiemendamento al decreto sicurezza, che è entrato in vigore lo scorso 4 dicembre, è stato messo un freno ai furbetti della targa estera. In pratica l'utilizzo della targa straniera per sottrarsi al pagamento del bollo e dell'assicurazione in Italia.     

E' stato quindi stabilito che chi risiede in Italia da oltre 60 giorni deve immatricolare la propria vettura nel nostro Stato.

Tuttavia fatta la legge e trovato subito l'inganno. Infatti sono escluse da questa disposizione le vetture in leasing o a noleggio, purché si tenga a bordo del veicolo una dichiarazione sottoscritta dalla società intestataria del mezzo e con data certa, dalla quale risultino "titolo e durata della disponibilità del veicolo". Quindi via libera al noleggio o al leasing di supercar da società con sede estera, a patto di tenere in macchina il documento suddetto.

Non dimentichiamo poi che la targa straniera rende di fatto non immediatamente identificabile il possessore del mezzo. Con tutte le implicazioni del caso.

Chi non si adegua e viola il divieto, oltre a pagare una sanzione amministrativa di almeno 712 euro dovrà tenere l'auto in deposito e immatricolarla in Italia entro 180 giorni, scaduti i quali il mezzo sarà confiscato. In alternativa, pagata la sanzione, il furbetto potrà decidere di riesportare il mezzo all'estero con foglio di via e targa provvisoria per portare il veicolo fuori dal territorio italiano.

Attenzione, anche chi ha un veicolo in comodato d'uso, dovrà tenere a bordo il documento che ne attesta la disponibilità, pena il pagamento di una sanzione da 250 euro
I furbi sono avvisati.

Buona guida a tutti.

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Nato ad Arezzo nel 1972 è laureato in giurisprudenza, avvocato, funzionario pubblico. Da sempre grande appassionato di automobilismo e di automobili. Membro del ruolo dei Periti e degli Esperti della Camera di Commercio di Arezzo per autoveicoli ed autocarri.

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