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Emergenza Coronavirus e il ruolo dei benzinai

I benzinai stanno lottando insieme con le altre categorie a rischio della propria incolumità personale, presidiando fisicamente gli impianti e “rimanendo dove sono sempre stati e dove ogni cittadino di questo Paese è abituato a trovarli ogni giorno, vale a dire in mezzo alla strada", scrivono nella nota congiunta i sindacati

Emergenza Coronavirus, anche i benzinai fanno la loro parte. Sono fra gli esercizi commerciali che tutti diamo per porti sicuri. Sono un po' come 'il babbo e la mamma' per noi automobilisti. Sappiamo che loro ci sono sempre e finiamo per darli per scontati. Ma non è così.

I benzinai sono persone che nel corso di questa emergenza sanitaria terribile stanno facendo la loro parte al pari dei meccanici, degli elettrauto, dei gommisti, dei magazzini ricambi auto. Tutti pronti a fornire quel che serve a supporto di noi utenti della strada. Eppure in questi giorni sta salendo la polemica perché si sono sentiti messi da parte. Quasi dimenticati.

Il momento non è per loro dei migliori con il petrolio al ribasso e sotto fortissima pressione a livello internazionale: si registrano interventi correttivi da parte di Eni per -1 centesimo su benzina e diesel, Tamoil e Q8 per entrambe -2 centesimi su benzina e diesel. Tanto per dare un dato.

Il petrolio scende ancora. Sta circolando la notizia che gli impianti di rifornimento carburanti cominceranno a chiudere progressivamente da mercoledì notte a cominciare dalla rete autostradale, per poi estendersi progressivamente a tutti gli altri impianti anche lungo la viabilità ordinaria. Le tre principali sigle sindacali del comparto petrolifero Faib Confesercenti, Fegica Cisl, Figisc/Anisa Confcommercio hanno delineato la drammaticità della situazione italiana.

Nonostante tutto però gli impianti di distribuzione carburanti continuano a restare aperti. Almeno per ora, se pur senza alcun sostegno di natura economica, né con attrezzatura sanitaria adeguata. Help yourself direbbero gli inglesi. Ognuno faccia da sé e per quel che può.

I benzinai stanno lottando insieme con le altre categorie a rischio della propria incolumità personale, presidiando fisicamente gli impianti e “rimanendo dove sono sempre stati e dove ogni cittadino di questo Paese è abituato a trovarli ogni giorno, vale a dire in mezzo alla strada", scrivono nella nota congiunta i sindacati. Anche a loro va il nostro plauso e il nostro sostegno.
Questa è l’Italia che si vuole rialzare. Forza ragazzi.

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Nato ad Arezzo nel 1972 è laureato in giurisprudenza, avvocato, funzionario pubblico. Da sempre grande appassionato di automobilismo e di automobili. Membro del ruolo dei Periti e degli Esperti della Camera di Commercio di Arezzo per autoveicoli ed autocarri.

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