Lettori Selvaggi

Lettori Selvaggi

La storia di Lucio che lavorava nella fabbrica di occhiali. Vivavoce, un testo per affrontare i cambiamenti

#LettoriSelvaggi è una rubrica sui libri per i più piccoli curata da Elena Giacomin, libreria La casa sull’Albero

viva-voce

Vivavoce, Antonio Ferrara, Einaudi Ragazzi

“Il difficile era arrivare alle stanghette, perché le viti erano microscopiche e, quando prendevi il cacciavite a stella, quello piccolo, a furia di avvitare ti cavavi gli occhi. Comunque ero tra i più veloci del reparto, nessuno avvitava come me. Fare l’apprendista alla fabbrica di occhiali mi piaceva, almeno mi sentivo capace di combinare qualcosa, e comunque era sempre meglio che andare a scuola.”

Lucio ha abbandonato la scuola e lavora in una fabbrica di occhiali. Ama molto il suo lavoro, in un certo senso gli sembra di restituire la vista a chi non riesce a vedere bene.

Unico rammarico dell’aver lasciato la scuola è non vedere più la sua professoressa di italiano, la Orecchia, che in classe faceva sempre leggere a lui i brani dell’antologia e le poesie e da quanto era bravo i compagni gli facevano pure l’applauso.

Lucio spera in un contratto a tempo indeterminato e quando perde il lavoro rimane molto deluso, non se lo aspettava proprio, si sente perso e non sa cosa fare.

E’ in uno dei suoi bighellonamenti senza scopo che entra in una biblioteca di pubblica lettura e sfila dallo scaffale dei classici Moby Dick di Melville ed inizia a leggere ad alta voce uno degli incipit più conosciuti di tutti i tempi “Chiamatemi Ismaele. Qualche anno fa – non importa quanti, - siccome avevo pochi soldi e niente che mi tratteneva a terra, pensai di imbarcarmi per andarmene un po’ in giro a vedere quella parte del mondo bagnata dalle acque”.

Quando Lucio finisce di leggere si girano tutti a guardarlo. Il bibliotecario lo caccia in malo modo, ma ad ascoltarlo c’è il responsabile dei lettori volontari che propone a Lucio di diventare un“lettore a domicilio”.

Lucio si ritrova a leggere ad alta voce in case e in ospedali, da anziani e da ammalati. Un giorno si trova davanti, completamente cieca, la sua professoressa Orecchia, e leggerà anche per lei e questo incontro cambierà sostanzialmente la sua esistenza.

Vivavoce è la prima uscita di una nuova collana di narrativa “Einaudi Ragazzi di oggi”, pensata per i ragazzi delle scuole medie per parlare “ai preadolescenti, chiamati ad affrontare nello stesso momento i grandi cambiamenti della crescita e quelli della mutevole realtà che hanno attorno. Parla a chi ha il coraggio e la voglia di capire qualcosa in più di sé, degli altri e soprattutto di provare a orientarsi in un contesto sempre più dinamico, globalizzato e privo di punti di riferimento.”

E con questo libro abbiamo deciso di presentarci ai ragazzi delle classi prime delle scuole medie, rendendolo protagonista del progetto Adotta l’autore e delle Gare di lettura per il prossimo anno scolastico.

Lo abbiamo scelto perché è un libro che parla di altri libri, un omaggio all’amore per la lettura e perché racconta di quel regalo meraviglioso che è leggere ad alta voce, sia quando la voce è la nostra che quando stiamo zitti zitti ad ascoltare le parole di qualcun altro.

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