Lettori Selvaggi

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"La regola dei pesci", l'universo giovanile e le sue linee d'ombra. I consigli per la lettura

#LettoriSelvaggi è una rubrica sui libri per i più piccoli curata da Elena Giacomin, libreria La casa sull’Albero.

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La regola dei pesci, Giorgio Scianna, Einaudi

“Era la prima vacanza da maggiorenni. Era la nostra estate”

Roberto, Lorenzo, Anto e Ivan frequentano la quinta C del liceo Tommaseo. Sono amici, compagni di scuola, sono gli unici maschi di un liceo scienze umane frequentato, come spesso accade, prevalentemente da femmine.

Sono sempre stati in cinque, ma Simone, non frequenterà la quinta con loro, si è iscritto in un college privato di Londra e poi andrà all’università lì.

Ivan “ha le cuciture del pallone sul cranio” è tifoso dell’Inter e non parla d’altro. L’unico che gli dà soddisfazione è Roberto. Anto studia, Simone gioca a basket, mentre Lorenzo ha un deficit alla gamba destra che gli rende difficile la deambulazione.

I quattro, escluso Simone, partono, nell’estate prima dell’ultimo anno di liceo, per una vacanza in Grecia.

Ad un certo punto i loro cellulari diventano irraggiungibili, nessun segnale, nemmeno un post su facebook, e in Italia la preoccupazione e il panico crescono di giorno in giorno.

Le famiglie dei ragazzi si ritrovano con cadenza quasi quotidiana per fare il punto della situazione insieme a un agente dell’unità di crisi della Farnesina.

Non riescono a reperire notizie, i ragazzi sembrano scomparsi nel nulla, ansie e nervosismi accompagnano i tentativi della polizia di mettersi sulle tracce dei ragazzi.

Sono, scrive Giorgio Scianna, come un piccolo gruppo di pesci che ha cambiato rotta all’improvviso, muovendosi verso le acque più profonde.

Il bisogno di trovare risposte da parte degli adulti è pressante e quando le speranze sembrano perse, uno di loro fa ritorno. E’ Lorenzo. Ha le scarpe da ginnastica distrutte, i jeans hanno un piccolo strappo sulla coscia, ma, comunque, è composto. E’ sudato, con i capelli quasi bagnati e gli occhi che guardano nel vuoto.

E’ completamente chiuso nel silenzio, ha promesso ai suoi amici di non parlare e né la polizia, né i famigliari e gli insegnanti riescono a rompere il suo mutismo.

“In fondo alla classe ci sono quattro banchi vuoti. Uno è il mio. Non ne posso più degli occhi puntati, della raffica di domande che non mi danno tregua. Voglio solo che mi lascino in pace. Provo una vergogna buia per quanto ho fatto e di certo non lo rifarei più. Tutto qua. Ecco quello che volevate sentire. Tanto non potete capire”.

E’ l’io narrante di Lorenzo a restituire al lettore lo svolgersi della vicenda, a ricostruire il percorso che ha portato i quattro ragazzi a voler affiliarsi a gruppi islamici in Siria.

Una storia forte e coinvolgente che riesce a creare un perfetto equilibrio tra il romanzo di formazione e la cronaca più attuale, astenendosi da facili giudizi, con un finale tutto aperto verso il futuro.

Abbiamo scelto di proporre questo romanzo ai ragazzi del triennio delle scuole superiori perché parla di loro, della complessa realtà dei ragazzi di oggi che, proprio come pesci “riescono a muoversi tutti insieme senza scontrarsi e senza perdere nessuno. Basta fidarsi del movimento degli altri”.

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