Lettori Selvaggi

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E' tempo di Vacanze: un libro, tante illustrazioni e un formato tutto nuovo

#LettoriSelvaggi è una rubrica sui libri per i più piccoli curata da Elena Giacomin, libreria La casa sull’Albero

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Vacanze, BelxBolex, Orecchio Acerbo

In questo periodo stiamo dedicando molta attenzione ai libri senza parole, ai silent book come si dice all’estero, una forma narrativa che sta assumendo uno spazio sempre più importante anche dal punto di vista editoriale. Nello scaffale che in libreria abbiamo dedicato ai silent si trovano libri con formati, immagini e fatture differenti, pubblicazioni che danno conto di una tendenza crescente alla sperimentazione da parte di autori e case editrici.

Tra i tanti titoli Vacanze, edito da Orecchio Acerbo, colpisce per la particolarità del formato, per il numero delle pagine, per la tecnica di illustrazione.

Il libro narra una storia piuttosto articolata. Siamo in Francia e siamo durante le vacanze estive che la bambina protagonista sta trascorrendo in compagnia del nonno. E’ libera di giocare, arrampicarsi sugli alberi in totale autonomia fino a quando il nonno non la chiama per tornare a casa.

L’idillio sembra interrompersi con l’arrivo di un ospite, un piccolo elefante, che dal momento in cui scende dal treno, viene trattato dalla bambina come un intruso.

Nonostante i tentativi di mediazione del nonno, i due non fanno amicizia e la bambina non perde occasione per fare scherzi e dispetti all’elefante, arriva addirittura a rovesciargli un piatto di minestra in testa. E’ infastidita, arrabbiata, desidera andarsene. Nemmeno quella che sembra una festa di fine estate, con le maschere, il tiro al barattolo e la fune, aiutano i due a socializzare.

E questo è quello che emerge ad una prima lettura, ma poi come facciamo sempre con i bei libri per ragazzi e con i silent in particolar modo, li riprendiamo in mano e li sfogliamo da capo e si moltiplicano i particolari, i piani di lettura, i riferimenti iconografici.

Ed allora notiamo quell’orologio che ritorna pagina dopo pagina e che campeggia nei risguardi e che in un certo senso sembra scandire il tempo degli adulti, notiamo che l’elefantino, con il suo cappello da marinaio, ricorda tanto Babar di Jean de Brunhoff ed infine, entriamo maggiormente nell’orizzonte emotivo dei personaggi.

Leggere i libri senza parole è un esercizio complesso, perché non ci sono risposte alle nostre supposizioni, anzi sempre nuove domande che hanno bisogno delle parole e delle interpretazioni del lettore.

L’architettura narrativa del libro è molto complessa, ci sono illustrazioni su doppia pagina, su pagine singole, ma anche bollini e quadrati che mostrano in parallelo luoghi ed azioni diverse.

Ed è l’autore stesso a raccontare di aver ragionato molto sulla tecnica della pantomima per l’impianto visivo del libro, ovvero un’azione scenica totalmente silenziosa che si esprime solo attraverso il gesto.

L’atmosfera del libro sembra trascinarci nelle estati degli anni ’50, del resto è Bernard Granger, nome all’anagrafe di BelxBolex a dichiarare la sua passione per la cartellonistica dei films di Jacques Tati e per i gialli a fumetto degli anni ’50-’60.

Oltre che per i suoi riferimenti colti, il libro colpisce per la qualità della carta e della stampa che fanno di questa pubblicazione un oggetto prezioso per i bambini, ma anche per gli adulti appassionati di illustrazione.

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