Lettori Selvaggi

Lettori Selvaggi

Diamo parola ai ragazzi e incentiviamo gli allenatori alla lettura. "Ci piace leggere" un saggio per riscoprire il profumo dei libri

#LettoriSelvaggi è una rubrica sui libri per i più piccoli curata da Elena Giacomin, libreria La casa sull’Albero.

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Ci piace leggere!, Le ragazze e i ragazzi di Mare di Libri, Add editore

Inizia oggi Mare di libri. Il festival dei ragazzi che leggono, nato nel 2008 da un’idea delle nostre colleghe della libreria dei ragazzi Viale dei Ciliegi 17 di Rimini. Apre con un evento speciale dedicato a Ci piace leggere!, Add editore, un saggio critico sulla lettura scritto dai ragazzi volontari del festival che ogni anno, nella settimana successiva alla chiusura della scuola, ci accolgono a Rimini con le loro magliette bianche e blu. Ragazzi e ragazze tra gli 11 e i 18 anni che, supportati da un gruppo di adulti, lavorano tutto l’anno occupandosi di ogni aspetto organizzativo dell’evento: dalla progettazione, alla comunicazione, fino alla stesura del programma, realizzato in una modalità di direzione artistica diffusa e condivisa.

Mi ricordo perfettamente l’articolo di due anni fa, in cui i ragazzi volontari, intervistati su La lettura, avevano compilato una sorta di decalogo su come dovrebbe essere un bel libro per ragazzi: Dieci cose che uno scrittore deve o non deve fare.

Come costruire le storie, quale linguaggio utilizzare, come comportarsi con i lettori e così via. Quel decalogo, ampliato ed arricchito, sostanziato da esempi, citazioni e pensieri è andato a costituire lo scheletro di Ci piace leggere!. L’operazione rispecchia a pieno la filosofia del festival: dare parola ai ragazzi, metterli al centro, scrivere nero su bianco le loro idee su questioni centrali: esiste una dicotomia fra classici e contemporanei?

Ci sono argomenti tabù nei romanzi per i più giovani? Esistono libri per maschi e libri per femmine? Esistono generi letterari di serie A e di serie B? Riflessioni generate da un percorso esemplare di crescita e consapevolezza costruito attorno e grazie ai libri, considerazioni di buon senso, potenti nella loro semplicità, rivolte ai coetanei, ma soprattutto agli adulti, nella speranza di costruire un dialogo diretto che scardini ogni pregiudizio sui ragazzi e la lettura. Nel capitolo uno si legge che “l’unico vero problema della letteratura per ragazzi è che troppo spesso gli adulti non la leggono. E non leggendola, non conoscendola non ne possono parlare con noi. L’errore più grave è appiccicare etichette alle diverse letterature e chiuderle in compartimenti stagni”. In quello dedicato agli argomenti che scottano i ragazzi scrivono che vorrebbero “poter leggere di tutto perché secondo noi non esistono argomenti tabù. Gli adulti non dovrebbero abbandonarci all’inconsapevolezza, ma piuttosto metterci nelle condizioni di riflettere, di conoscere e di discutere. Leggiamo perché non sarà certo l’ignoranza a proteggerci, ma al contrario aver avuto la possibilità di dare un nome alle cose e di aver scelto in piena libertà in cosa credere e per cosa lottare.

Nella postfazione Fabio Geda scrive che “le ragazze e i ragazzi di Mare di Libri vogliono racconti che li restituiscano alla vita più forti e consapevoli di prima. E per gridarlo al mondo hanno scritto un libro. Se noi autori, editori, librai, bibliotecari, docenti, animatori culturali, entreremo con disponibilità in queste pagine, le loro parole avranno su di noi lo stesso effetto: dopo averle lette torneremo a fare il nostro lavoro più forti e consapevoli di prima”. Nel libro si parla anche di quanto sia importante incontrare librai specializzati che possano guidare i ragazzi nel loro percorso personale di lettura. Alice Bigli, libraia di Viale dei Ciliegi 17 ed allenatrice alla lettura, firma la prefazione del libro e racconta come è nata l’idea di Mare di Libri, come si è sviluppata in questi dodici anni e quale è la sua filosofia: non un festival con i libri al centro, ma un festival con i lettori al centro. Si parla di dare ai ragazzi responsabilità, di formarli, di accompagnarli, ma anche di quale è la giusta distanza educativa da adottare. Abbiamo letto il saggio con i nostri ragazzi del Circolo dei lettori che sabato mattina, all’interno del festival, condurranno l’intervista a Guido Sgardoli, lo consiglieremo ad insegnanti, genitori, operatori del settore, a chiunque voglia instaurare un dialogo autentico con i ragazzi a partire dai libri.

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