Lettori Selvaggi

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Canto di Natale, A Christmas Carrol. Il classico dei classici targato Dickens

#LettoriSelvaggi è una rubrica sui libri per i più piccoli curata da Elena Giacomin, libreria La casa sull’Albero

Canto di Natale, Charles Dickens, Bur ragazzi

"In questo libricino sullo spirito ho cercato di evocare lo spirito di un'idea che non metta i miei lettori di mal animo con se stessi, fra di loro, con la stagione e con me. Possa esso aleggiare gradevolmente nelle loro case e che nessuno desideri scacciarlo".

Canto di Natale, A Christmas Carrol, pubblicato per la prima volta nel 1843, è uno dei racconti che Charles Dickens ha dedicato alla festa più attesa dell'anno. "L'uomo che inventò il Natale" lo ha definito il professor Antonio Faeti nella postfazione dell'edizione Bur ragazzi, a nostro avviso uno scritto indispensabile a contestualizzare la poetica di questo racconto. Dickens cambiò per sempre il modo di considerare in Natale, facendo i conti con le assenze dolorose che accompagnarono la sua infanzia, scrive Faeti, con la miseria metropolitana dell'epoca vittoriana che l'autore conosceva profondamente. Il professore ci ricorda anche che, tra i tanti omaggi e riferimenti, Carl Barks ricavò zio Paperone proprio dal tremendo Scrooge.

La storia di Ebenzer Scrooge è notissima ed è patrimonio dell'immaginario comune di bambini ed adulti.

E chi di noi non ha trascorso in poltrona, al caldo delle coperte,  pomeriggi natalizi a vedere alla TV la storia del vecchio avido che si converte dopo la visita dei tre fantasmi?

Il signor Scrooge è un uomo ricco ed avaro, anche di sentimenti, odia il Natale, rifiuta in malo modo di fare un’offerta per i poveri, fa lavorare fino a tardi il giorno della vigilia il suo impiegato Bob Cratchit, caccia il figlio di sua sorella, Fred, venuto per invitarlo al pranzo e per la strada risponde sgarbatamente agli auguri che gli vengono rivolti.

La notte della vigilia di Natale Scrooge viene visitato dal fantasma di  Jacob Marley, il socio in affari morto da sette anni, che lo ammonisce e gli consiglia di cambiare il suo modo di vivere se non vuole finire come lui, costretto a vagare per l’eternità, portandosi appresso il peso della sua aridità e brama di denaro.

E poi arrivano i fantasmi dei Natali passati, presenti e futuri, che rispettivamente gli mostrano le cose accadute, le presenti e le ombre di quelle che possono ancora accadere. Così Scrooge, come di fronte ad un film, vede scorrere le sofferenze della sua infanzia, con schiettezza osserva il presente e le possibili conseguenze del suo comportamento nel futuro. 

Chi di noi non ricorda la vigilia di Natale a casa Cratchit? L'oca e il pudding, il caminetto, la lunga sciarpa di Bob e poi Belinda, Martha e soprattutto il piccolo Tiny Tim con le sue difficoltà nel camminare? 

Queste visioni cambieranno completamente il vecchio Scrooge che si convertirà ad un approccio alla vita totalmente differente.

"Non ebbe più nulla a che fare con gli spiriti, ma visse sempre secondo i dettami della temperanza integrale e sempre si disse di lui che sapeva festeggiare degnamente in Natale".

Anche i ragazzi delle scuole medie a cui stiamo presentando il romanzo proprio in questi giorni, alzano la mano con entusiasmo quando iniziamo a raccontare la trama del libro. Hanno visto i film, il cartone animato, hanno assistito a messe in scena teatrali ispirate al romanzo, ma praticamente nessuno di loro ha letto il libro. La presentazione delle bibliografie dei progetti per le scuole coincide ogni anno con l'avvicinarsi delle feste ed abbiamo pensato che leggere il racconto  di Dickens fosse un regalo per i nostri  ragazzi, per le loro famiglie, per gli insegnanti che collaborano con noi, per noi stesse che ci stiamo appropinquando a realizzare i nostri laboratori e letture  natalizi dedicati ai più piccoli. 

Un'occasione per entrare nell'atmosfera delle feste attraverso un classico della letteratura, ritrovando le parole e lo sguardo dello scrittore che più di tutti ha influenzato il nostro immaginario sul Natale.

Lettori Selvaggi

laureata in Lettere e filosofia, indirizzo Storia dell’arte, si occupa dal 2006 di progetti interculturali e di educazione alla cittadinanza rivolti a bambini e ragazzi in collaborazione con associazioni, scuole ed enti pubblici. Nel 2013, assieme ad Anna e Barbara, ha aperto ad Arezzo la libreria specializzata per bambini e ragazzi La Casa sull’albero, di cui coordina i progetti formativi e di promozione alla lettura

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