Gli italiani sono razzisti? Ce lo racconta Helena Janeczek

Con il suo "La Ragazza con la Leica" Helena Janeczek, italo-tedesca-polacca, Ha appena vinto il Premio Strega, il riconoscimento più prestigioso in ambito letterario in Italia. Alla fine del racconto di una sua esperienza pubblicato su Repubblica...

Con il suo "La Ragazza con la Leica" Helena Janeczek, italo-tedesca-polacca, Ha appena vinto il Premio Strega, il riconoscimento più prestigioso in ambito letterario in Italia. Alla fine del racconto di una sua esperienza pubblicato su Repubblica, Helena scrive una riflessione che se si legge con attenzione è difficile ignorare. Si tratta di poche righe che riporto di seguito:

"L’Italia, che un paese fortemente razzista non lo è mai stato, ne ha tuttavia sperimentato diverse ondate. Prima il razzismo interno contro i terroni, poi contro gli “slavi” e gli albanesi, infine con africani e extraeuropei poveri. Oggi però il rancore, la disillusione, l’assenza di futuro sono talmente forti che il risentimento contro i “negri” potrebbe non assorbirsi più nella lenta maniera fisiologica delle altre volte. Il nuovo governo ha bisogno degli stranieri parafulmine, anche se sono i compagni dei nostri figli che non conoscono nessun altro paese se non l’Italia."

Quello che colpisce di più è il punto di vista di chi scrive, un'osservatrice parzialmente esterna, che osserva gli italiani da italiana e straniera allo stesso tempo. Con disarmante semplicità Helena ci spiega che quello che viviamo è un momento di passaggio come altri nella nostra storia, ma forse un po' più forte dei precedenti.

E' un'osservatrice che attende, come normale, la fine di un fenomeno negativo che chiama con il suo nome e che attribuisce senza fronzoli all'assenza di futuro che genera disillusione e rancore fortissimi. E basta. Come dire che tutto il resto sono orpelli, costruzioni intorno a...

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