Elogio degli impiegati del punto TIM

Non voglio fare pubblicità alla TIM, che per la verità non mi sembra meritarla, visto quanto ci sta ammorbando con quel motivetto ballato e la voce di MIna (roba che costa cara) in ogni rete televisiva. Non mi pare che lo meriti anche perché se...

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Non voglio fare pubblicità alla TIM, che per la verità non mi sembra meritarla, visto quanto ci sta ammorbando con quel motivetto ballato e la voce di MIna (roba che costa cara) in ogni rete televisiva. Non mi pare che lo meriti anche perché se diventi cliente TIM ti fanno un contratto conveniente, ma poi ti installano automaticamente nello smartphone dei servizi inutili facendoteli pagare... E allora devi tornare al punto TIM per farteli bloccare (Segnalo che tra i "servizi TIM" che devi bloccare ci sono anche quelli vietati ai minori di diciotto anni...), altrimenti raddoppi la tariffa concordata per 28 giorni di utilizzo del cell.

Voglio invece scrivere l'elogio degli impiegati del Punto TIM, in questo caso quello di Corso Italia, ad Arezzo, ma immagino che la situazione sia simile anche in altri negozi. La grande campagna pubblicitaria sta portando nuovi clienti a Telecom Italia Mobile, sopratutto insieme alle offerte allettanti. E allora succede che in 15 metri quadrati di qua dal bancone si concentrino dieci e anche più clienti che hanno fretta di vedersi considerati; succede che la porta scorrevole va avanti e indietro rendendo praticamente inutile l'impianto di condizionamento; accade che la musichina di TIM va in onda continuamente (a rotazione) insieme ai video dei quattro schermi in alto.

Di là dal bancone ci sono tre persone che lavorano e che devono tenere a bada nuovi clienti che vogliono un nuovo contratto, vecchi clienti che lamentano disservizi, gente di ogni provenienza e razza che vuol discutere le più varie condizioni nelle lingue più disparate; turisti che hanno bisogno di ricaricare o semplici acquirenti di telefoni che vogliono tutte le spiegazioni sui singoli modelli in vetrina.

Ognuno di questi soggetti pretende la massima attenzione, ma gli impiegati si arrabattano a dar retta a più di un cliente per volta e a rincorrere una qualità del servizio accettabile.

Fogli da far firmare senza sbagliare, sistema del computer che si blocca, telefonate ai tecnici che non sempre danno risposte soddisfacenti. Sudore e ansia da tenere sotto controllo.

Nei momenti di calma, che in orario di apertura sono pochi, c'è da aggiornarsi, studiare le nuove offerte e le differenze con le vecchie, insomma mantenersi al passo con le ore (eh sì, perché ogni settimana partono nuovi contratti e nuove offerte per chi ricarica; il tutto per soddisfare le richieste più varie.

Tutto questo per uno stipendio del cavolo e un contratto spesso precario. Complimenti a loro, quindi, anche se non so quanto possano resistere.

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PS: in mezzo alla bolgia e con 36 gradi esterni, avrei avuto da formulare un piccolo reclamo, ma non me la sono sentita; ho pagato dieci euro per una ricarica di sei e mezzo che non utilizzerò e appena possibile sono andato via.

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