Cronache dalle aree terremotate - Le terre di mezzo e un cane

C'è una terra di mezzo tra i paesi più colpiti dal terremoto e quelli che se la sono vista brutta, ma sostanzialmente sembrano essersi salvati. E' quella che si può conoscere visitando in questi giorni luoghi come Abeto, un piccolo borgo storico...

Abeto 1

C'è una terra di mezzo tra i paesi più colpiti dal terremoto e quelli che se la sono vista brutta, ma sostanzialmente sembrano essersi salvati. E' quella che si può conoscere visitando in questi giorni luoghi come Abeto, un piccolo borgo storico di mezza montagna nel territorio comunale di Preci.

Abeto 3

Ad Abeto le case non sono crollate e la grande chiesa di San Martino è ancora in piedi, ma ormai è un paese fantasma. Non ci abita più nessuno e tutto è come sospeso nel tempo.

Ci arrivi e non c'è anima viva, nonostante che la strada principale, quella che l'attraversa da sud a nord, provenga da Norcia e prosegua in direzione di Preci.

Abeto dal 26 ottobre scorso, e ancor di più dopo la fortissima scossa del 30, è un paese senza vita. Senza i suoi anziani, senza automobili, biciclette o altri mezzi di trasporto. Non c'è più un mezzo pubblico che lo raggiunga.

In realtà quel che si vede in piedi è in condizioni precarie; ogni casa è lesionata e molti tetti sono senza più la protezione dei coppi, scivolati sulle gronde o addirittura a terra.

C'è ancora la bella fontana antica in mezzo alla piazza e ci sono i vasi da fiori fuori dalle case, ma non c'è un cane. Anzi no, un cane c'è, un piccolo border collie bianco e nero (vedi immagine) che quando arrivi ti viene incontro come se tu fossi il suo migliore amico.

Abeto con il cane

Mentre scattavo alcune foto alla desolazione di quel luogo, lui mi saliva sulle gambe e si allontanava in direzione del borgo, mi saliva di nuovo sulle gambe, imbrattandomi i pantaloni, e si allontanava ancora invitandomi a seguirlo.

Dopo tre suoi tentativi l'ho effettivamente seguito e ho scoperto che voleva portarmi a casa sua; una casa chiusa e abbandonata, come le altre.

E' ormai un cane randagio lasciato lì dai suoi padroni, che magari sono stati costretti a raggiungere uno degli alberghi di Magione, oppure di San Benedetto del Tronto, dove sono ospitati gli sfollati.

E' abbandonato come molti altri animali domestici che incontri se vai in giro per i paesi distrutti dalle scosse; cani e gatti che ti vengono incontro con la speranza che tu porti loro del cibo.

I pochi abitanti della zona che sono rimasti nei dintorni, vivono nei campi allestiti dalla Protezione Civile o dalla Croce Rossa a Preci, Campi o Ancarano, luoghi dove si mangia e si dorme in comune, e non è facile tenere animali.

Abeto è l'esempio di cosa può lasciare dietro a sé un grande terremoto che, oltre alla distruzione che provoca, cancella la vita e lascia in sospeso la storia dei luoghi.

Abeto  -chiesa di San Martino

In sospeso chissà per quanto, visto che la ricostruzione appare davvero una chimera. Si pensi che volendo fare quello che il Governo ha annunciato necessiterebbe una pratica edilizia per ogni edificio, l'abbattimento totale di moltissimi di quelli ancora in piedi e la ricostruzione di tutto con criteri antisismici. Un'operazione mastodontica che dovrebbe riguardare almeno una cinquantina di paesi più o meno grandi, tra quelli distrutti dal terremoto del 24 agosto e gli altri, come Visso o Ussita, Campi o Ancarano, che hanno ceduto il 26 e 30 ottobre scorsi.

I comuni del cosiddetto "cratere" dei terremoti sono oggi più di cento e gli sfollati circa 40mila. Si tratta di numeri di fronte ai quali è difficile immaginare una ricostruzione in tempi anche solo medio lunghi.

Si pensi alle migliaia di piccole imprese disseminate sul territorio come i Bed and Breakfast, i salumifici, le attività commerciali dei generi più disparati, quelle legate allo sci e all'escursionismo. Tutto si è fermato e chissà quando e se potrà ripartire. Intanto di certo c'è un gran numero di persone senza una casa, un lavoro e un reddito, e questo per chissà quanto tempo.

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NB: le foto a corredo di questo articolo sono state scattate dall'autore il 12 novembre scorso ad Abeto.

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