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Mai banali le trasferte a Pistoia: l'annuncio dello speaker, il ritorno di La Cava (con Londrosi) e Capaccioli assistente ad honorem

Quella di Pistoia si conferma come una trasferta mai banale. Cosa resta di un pari decisamente un po' pazzo...

Andare a Pistoia non è mai banale. No, non per la durata del viaggio visto che ieri sera i 264 aretini presenti al 'Melani' sono tornati tutti in tempo a casa, anche quelli in pullman, per vedere la Domenica Sportiva (o Tiki Taka se preferite Pierluigi Pardo e Wanda Nara). Pistoia è una trasferta che è l'emblema di un tripudio di bandiere al vento in uno dei pochi playoff vinti. Pistoia è una partita che sai che nel 90 per cento dei casi può finire in parità, e che salvo rare volte ci sarà sempre quella leggera pioggerella che sembra dover smettere da un momento all'altro, ma che invece continuerà inzuppandoti da capo a piedi. Ecco, questo è Pistoiese-Arezzo a cui in un umido pomeriggio dicembrino si è unito anche  l'infortunio del signor Marco Trinchieri.

"L'avevo detto io - fa uno dei classici pensionati da stadio seduto sotto la nostra postazione stampa - l'ho visto subito che si era scaldato male". Un occhio diagnostico degno di Esculapio. Ad ogni modo più che l'infortunio di Trinchieri (in bocca al lupo) ad aver sopreso semmai è stato l'annuncio che lo speaker dopo cinque minuti di sopsensione. "Se in tribuna fosse presente un guardalinee Aia è pregato di farsi avantigrazie".
Sembrava di essere il 15 di agosto sulla battigia di Gatteo a Mare quando viene richiamata l'attenzione dei genitori per un bambino che si è perso. Per la cronaca: inutile invocare il quarto uomo in serie C, lui al massimo potrà sostituire l'arbitro (in qualunque categoria). Quando si fa male un guardalinee vanno in scena i dirigenti. Uno per parte a cui l'arbitro ha semplicemente detto: "segnalate solo quando il pallone esce, al fuorigioco e tutto il resto penso io". Dalla panchina amaranto si è alzato Marco Capaccioli, storico team manager del Cavallino e a questo punto guardalinee ad honorem visto che sempre a lui nel 2013 era toccato il compito di sbandierare in Flaminia-Arezzo.

Le pazzie di Pistoiese-Arezzo possono terminare qui, poi ci sono altri particolari da prendere in considerazione. Come ad esempio il ritorno di Giorgio La Cava. Il patron, inibito fino a fine mese, è tornato al seguito dell'Arezzo. Basta partite viste in tv o al pc. A Pistoia il numero uno è tornato a vedere Cutolo e compagni insieme a Massimo Londrosi. Sorridente, disteso come quando a inizio settimana ha annunciato l'ok ad Orgoglio Amaranto per il crowdfunding. Più in alto, in disparte, assorto nell'andamento della partita il direttore generale Pieroni che non ha perso un solo secondo di una sfida segnata anche da quel lungo stop nel primo tempo e dalla solita incertezza su palla alta.

Un punto guadagnato o due punti persi? Bella domanda pensando al fatto che forse quel gol di Gucci nella ripresa non era forse così irregolare...ad ogni modo l'Arezzo torna a casa sapendo di aver ritrovato Picchi, che a fisico e centimetri era sicuramente il più indicato lì in mezzo su un campo pesante, e che Tassi sta crescendo partita dopo partita. L'Arezzo sa anche che un Cutolo così non lo ha nessuno e che magari una scossa poteva arrivare dai cambi, soprattutto quando Picchi è andato in riserva. Ma se Di Donato ha inserito solo sul finire dell'incontro Rolando per l'ex Empoli qualcosa vorrà pur dire. Il tabù trasferta non è caduto ma questo Arezzo ha il passo giusto per l'obiettivo minimo che è un buon posto al sole per i playoff.

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Appassionato di sport in generale anche se il calcio e l'amaranto restano il primo amore.

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