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Conte-Sarri: dalla staffetta in amaranto al derby d'Italia

Il primo incrocio tra Conte e Sarri. La prima sfida tra i tecnici che divisero per una stagione la panchina dell'Arezzo

E' strano pensare che quel derby d'Italia in programma domenica sera sia il primo incrocio tra Conte e Sarri. Eppure è proprio così. Per avere conferma basta andare su Google o cercare su qualsiasi almanacco sportivo. D'altronde quando Conte era al Siena in B, Sarri ad Alessandria in Lega Pro. Quando Maurizio arrivò in A con l'Empoli, Conte aveva lasciato la Juventus andando in Nazionale. Mentre il "sarrismo" veniva consacrato a Napoli, Antonio era volato a Londra, sponda Chelsea.
Inter-Juventus sarà una prima assoluta e per certi versi non poteva non essere giocata alla Scala del calcio.
Due caratteri diversi come le loro carriere prima di sedere in panchina. Due allenatori accomunati dall'aver conquistato la critica ma anche da quella stagione vissuta a metà sulla panchina amaranto.

Entrambi esonerati in amaranto

Era la stagione 2006/2007. L'Italia aveva trionfato a Berlino ma ad Arezzo il pensiero era rivolto a quel filone di Calpiopoli che coinvolse anche gli amaranto. Tutta colpa di una intercettazione dove a parlare non erano i dirigenti amaranto ma un tesserato del Milan. La storia è ormai nota: Arezzo penalizzato di 9 punti con una partenza ad handicap. La società del presidente Mancini, e con direttore sportivo Ermanno Pieroni, dopo aver congedato Elio Gustinetti sceglie Antonio Conte, reduce dall'esperienza come vice di De Canio al Siena. Alla nona giornata con soli quattro punti, frutto anche di un pari contro il Napoli, Conte viene esonerato. La società chiama allora Maurizio Sarri reduce dall'esperienza con il Pescara. "Mister 33 schemi" ottiene i primi tre punti contro il Pescara al Comunale a dicembre, un mese che entrerà nella storia amaranto con quel 2-2 contro la Juventus. Al Delle Alpi Martinetti piega due volte Buffon ed è un punto da brividi. Ma l'Arezzo nel frattempo va avanti in Coppa Italia, pareggia a Napoli in campionato dove la classifica resta sempre deficitaria. Serve una scossa ed ecco il nuovo ribaltone.
Sarri è in fermo in un Autogrill sulla strada di ritorno verso Arezzo con tutta la squadra quando apprende la notizia del suo esonero dalla tv.
Torna Conte, che intanto ha preso appunti in Olanda e non solo, ed ecco un 4-2-4 spavaldo, solido e rabbioso, che porta l'Arezzo a un passo dalla salvezza. Salvezza che sfumerà in quel Juventus-Spezia ricco di veleni perchè la Vecchia Signora, che al Comunale aveva banchettato e festeggiato il ritorno in A, non si oppone ai liguri che passano per 2-3.
A fine stagione, e ancora oggi a distanza di anni, c'è chi è pronto a giurare che Conte sarebbe rimasto in amaranto, che avrebbe presentato un progetto a Mancini per tornare subito con acquisti mirati in B. Ma la strada era già segnata.

Arezzo, Juventus e Chelsea. Tre panchine che hanno ospitato i due allenatori, con quella amaranto che è stata l'unica ad averli avuti entrambi nell'arco di una stagione.
Tre proprietà con le quali hanno avuto rapporti a volte anche tesi, soprattutto in amaranto e a Londra.
Chissà: magari domenica Conte e Sarri quando si incontreranno nel tunnel degli spogliatoi, o mentre si stringeranno la mano, prima del calcio d'inizio penseranno, scambiandosi un sorriso e un'occhiata, alle loro esperienze alla corte di Abramovich a cui hanno portato insieme un campionato, una Coppa d'Inghilterra e una Europa League.
Oppure penseranno a quando Piero Mancini li esonerò entrambi nel corso della stessa stagione.

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Appassionato di sport in generale anche se il calcio e l'amaranto restano il primo amore.

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