New Delhi, altri 11 casi in una settimana: è il picco. La Regione: "Nessun rischio se si seguono semplici regole"

Costante monitoraggio dell'Ars, l'agenzia regionale della sanità: 102 casi in tutto, la mortalità è del 37%. Le indicazione dell'assessore Saccardi: "Non ci sono pericoli per i comuni cittadini"

Undici nuovi casi in cui l'enterobatterio Ndm (il New Delhi) è stato isolato nel sangue di pazienti toscani. Il monitoraggio dell'Ars (l'agenzia regionale della sanità) mostra come nella settimana tra il 16 e il 22 settembre ci sia stato il picco di casi dall'inizio della comparsa della patologia, avvenuta in regione nel novembre 2018. In totale sono 102 i casi registrati in Toscana.

L'infettivologo: "Vi spiego come si previene"

Casi Ndm in Toscana per settimana, novembre 2018-22 settembre 2019

Fonte Ars Toscana

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La progressione della seconda metà dell'estate è stata la seguente:

29 luglio - 4 agosto | 0 casi

5 - 11 agosto | 3 casi

12 - 19 agosto | 2 casi

19 - 25 agosto | 5 casi

26 agosto -1 settembre | 3 casi

2 - 8 settembre | 7 casi

9 - 15 settembre | 5 casi

16 - 22 settembre | 11 casi

I casi - dicono dall'Ars - sono risultati letali nel 37% dei pazienti con sepsi, percentuale paragonabile alla letalità per questa condizione causata da altri batteri resistenti agli antibiotici carbapenemici.

"Regole d'igiene nelle scuole"

Il punto della Regione Toscana

Ieri l'assessore alla salute della Regione Toscana, Stefania Saccardi, ha dichiarato che non ci sono pericoli per i comuni cittadini.

La Regione Toscana ha individuato immediatamente il batterio New Delhi nei pazienti degli ospedali toscani e messo in atto con tempestività tutte le misure necessarie per fronteggiarlo. Non abbiamo sottovalutato neanche per un minuto ciò che stava accadendo, e la struttura regionale si è mossa con i tempi e le procedure previste dall'Oms e dal Ministero. Nessun ritardo, dunque, e il Ministero si è mosso proprio a seguito delle segnalazioni della Regione Toscana.

Saccardi: "Siamo stati tempestivi ad agire"

"La psicosi non ha senso"

I comuni cittadini non corrono nessun rischio nel nostro territorio. La Klebsiella (batterio intestinale che può attivare meccanismi di antibioticoresistenza; uno di questi meccanismi è il New Delhi, ndr) è un batterio che vive comunemente nell'intestino dell'uomo ed è un cosiddetto patogeno opportunista, cioè un microrganismo che non infetta, a meno che non siano presenti condizioni particolari, come un abbassamento delle difese immunitarie. Non devono essere messe in atto strategie specifiche per la prevenzione dello sviluppo di batteri NDM se non le comuni regole igieniche della vita quotidiana e l'uso corretto degli antibiotici. Se vogliamo quindi usare il termine "superbatterio" - ha precisato Saccardi - dobbiamo dire che in Italia, basandoci su dati probabilmente sottostimati, troviamo un "superbatterio" ogni tre emocolture di Klebsiella. Parliamo di migliaia di casi in Italia ogni anno.

Un caso nell'Aretino

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