Se il violentatore del Prato è uno straniero deve essere espulso. E subito

La Magistratura, alla quale va come sempre la nostra totale fiducia, accerterà nei modi e nei luoghi opportuni come sono andate effettivamente le cose. Leggiamo che il presunto colpevole sarà sottoposto ad una visita psichiatrica. Qui, come cittadini, dobbiamo essere attenti a non fare confusione.

Roberto Maruffi
Roberto Maruffi
Invia per email  |  Stampa  |   10 novembre 2017 15:04  |  Pubblicato in Attualità, Arezzo


Tra gli avvenimenti che hanno funestato l’estate che abbiamo alle spalle c’è anche l’episodio, o forse addirittura gli episodi, di violenza carnale per i quali è in carcere un cittadino straniero. E’ inutile sottolineare la gravità di tali fatti che hanno scosso la nostra cittadinanza. La Magistratura, alla quale va come sempre la nostra totale fiducia, accerterà nei modi e nei luoghi opportuni come sono andate effettivamente le cose. Leggiamo che il presunto colpevole sarà sottoposto ad una visita psichiatrica. Qui, come cittadini, dobbiamo essere attenti a non fare confusione. Al di là dei pareri dei medici quello che interessa sapere è se questo cittadino straniero è colpevole dei gravissimi fatti che gli sono addebitati. Perché questo il cuore del ragionamento. Nel senso che se è colpevole non dove restare un minuto di più nel territorio nazionale visto che la legge, a quanto ci risulta, consente di allontanare il cittadino straniero che si macchia di reati. Parliamoci con chiarezza: stando a quello che ci riportano le cronache ce ne dovrebbero essere molti di cittadini stranieri nelle nostre carceri. Probabilmente troppi. E va da sé che l’espulsione non può essere condizionata a status vari eventualmente concessi al singolo soggetto in quanto, nel caso, incompatibile con il nostro vivere civile. Perché è di tutta evidenza che la protezione delle famiglie deve andare avanti a qualsiasi altra valutazione più o meno strappalacrime. E anche sotto questo profilo dobbiamo ringraziare il decreto Minniti che ha fortunatamente eliminato il grado di appello nelle controversie in ordine alle decisioni sulla concessione del diritto a restare nel territorio nazionale. Quindi il cittadino straniero colpevole di reati così gravi, se appunto ritenuto tale dalla Magistratura, o comunque incompatibile con il nostro vivere civile deve essere allontanato dal territorio nazionale a tamburo battente. Se le norma attuali, o qualche trattato internazionale capestro sconsideratamente sottoscritto da Lorsignori, dovessero opporre delle difficoltà si cambino o, nel caso dei trattati, si denuncino. Bisogna rendersi conto che si parla di cose gravissime, non delle fesserie burocratiche inventate da una banda di torsoli con le quali lo Stato troppo spesso molesta quotidianamente le persone perbene, le famiglie e le piccole attività. Non basta chiacchierare a vanvera tutto il giorno ed atteggiarsi per essere donne ed uomini che fanno politica nell’interesse dei cittadini. Bisogna scegliere con determinazione quello che è meglio per le famiglie. E senza cincischiare: non è più tempo di prudenze.
p.s. qualcuno ci dice quanto sono i detenuti stranieri nel nostro carcere?

 Roberto Maruffi 
Roberto MaruffiCommercialista.
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