Un ponte tra Arezzo e Amatrice. Consegnate 17 mila euro al sindaco Pirozzi

Il ponte che unisce Arezzo ad Amatrice è ancora più forte. Ieri la consegna di due assegni del valore totale superiore alle 17 mila euro raccolte in due distinte cene di beneficenza, poi ieri sera un'altro evento di raccolta fondi per la cittadina...

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Il ponte che unisce Arezzo ad Amatrice è ancora più forte. Ieri la consegna di due assegni del valore totale superiore alle 17 mila euro raccolte in due distinte cene di beneficenza, poi ieri sera un'altro evento di raccolta fondi per la cittadina rasa al suolo. Per testimoniare la riconoscenza verso il popolo aretino e le associazioni che si sono attivate è giunto ad Arezzo il sindaco stesso di Amatrice Sergio Pirozzi che ha ricevuto nella sala del consiglio comunale due gigantografie degli assegni che gli sono stati poi consegnati alla presenza del sindaco Ghinelli.

Il primo assegno contiene i soldi raccolti, 12.500 euro in tutto, dalla cena organizzata in via Ricasoli dall'associazione macellai capitanata da Alberto Rossi. Il secondo invece di 4.585 euro è frutto di una raccolta sponatanea di una famiglia e del contributo della parrocchia di Agazzi. Queste risorse saranno utilizzate per la costruzione del Museo della Memoria ad Amatrice, “nel quale”, ha anticipato il sindaco Pirozzi, “voglio raccogliere il ricordo di tutte le cose belle che ci sono accadute nei giorni dopo il terremoto e della generosità di chi ha voluto restarci accanto e sostenerci. Servirà a rafforzare il nostro senso di identità, a dare conforto e speranza Sono certo che la mia gente coglierà da questa tragedia il modo per diventare migliore".

“È con sincera gioia, ed un pizzico di commozione che abbiamo ospitato nella Sala Consiliare del Comune di Arezzo il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi. Il nostro è un piccolo sostegno che, con piacere ho appreso dallo stesso Pirozzi, andrà a contribuire alla realizzazione di un museo della memoria ad Amatrice. Gli aretini hanno dimostrato tanta generosità, e siamo stati fin da subito vicini alle popolazioni colpite dal terremoto. Gente che, come ho potuto constatare direttamente, ha perso tutto ma non la dignità, la speranza e la voglia di ripartire. E noi siamo a disposizione per continuare ad aiutarli”, dice il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli.

"Di cosa abbiamo bisogno ora?", ha detto ieri ai giornalisti il sindaco di Amatrice, "se ragioniamo con la logica dell'io abbiamo bisogno di tutto, ma se ragioniamo con quella del 'noi' non abbiamo bisogno di niente, c'è tutto quello che occorre per ripartire, compresa la vicinanza degli altri. E adesso non parliamo più di distruzione: i muri delle case si ricostruiscono, ma la dignità della nostra gente è sempre rimasta intatta".

“Il nostro pensiero è per i colleghi imprenditori che hanno perduto la propria attività nelle zone colpite dal sisma, con l’augurio che possano ripartire presto. Quando si riaccenderanno le luci dei negozi, sarà il segnale inequivocabile che la vita è tornata alla sua normalità”, ha detto la presidente di Confcommercio Toscana Anna Lapini.

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“Il nostro è un aiuto materiale modesto se paragonato alle necessità effettive, ma è pur sempre un segno della nostra vicinanza”, ha detto il presidente di Federcarni Toscana Alberto Rossi, che ha colto l’occasione per ringraziare le oltre seicento persone che hanno partecipato alla cena del 25 settembre e i colleghi macellai di tutta la Toscana “sempre pronti a darsi da fare quando si tratta di una buona causa”.

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