Un milione e mezzo di Imu da pagare. Il Comune chiede il conto alla Fiera, Boldi: "Così chiudiamo"

In totale la prima cartella pignorata, e subito pagata dall'Arezzo Fiere e Congressi, è di 134mila euro ma il debito complessivo riguardante l'Imu arretrata sfiora il milione e mezzo e comprende un lasso di tempo di dieci anni. La vicenda è...

 

In totale la prima cartella pignorata, e subito pagata dall'Arezzo Fiere e Congressi, è di 134mila euro ma il debito complessivo riguardante l'Imu arretrata sfiora il milione e mezzo e comprende un lasso di tempo di dieci anni.

La vicenda è quella portata alla luce da Andrea Boldi presidente dell'Ente Fiera il quale, dopo la riunione con i soci dell'Arezzo Fiere e Congressi, ha voluto rendere pubblica una vincenda che si è consumata nelle ultime settimane e che ha visto come protegonisti il polo fieristico stesso, Equitalia e il Comune di Arezzo.

boldi_andreaTutto nasce da una sentenza emessa dalla Corte di Cassazione la quale si è espressa sulla struttura di via Spallanzani stabilendo che l’immobile è da considerarsi come una qualsiasi altra attività commerciale. E in quanto tale deve pagare l'Imu.

“La Fiera di Arezzo per la Cassazione – ha detto il presidente dell’Ente, Andrea Boldi – è classificata come un grande magazzino o centro commerciale”. Facciamo un passo indietro. La sentenza della Cassazione arriva dopo i procedimenti di primo e secondo grado che negli anni sono stati avviati nei confronti della Fiera di Arezzo. Nel 2005 infatti, l’Agenzia del Territorio (catasto) si è presentata in tribunale proprio contro l’Ente. Il primo grado venne vinto dal Catasto mentre il secondo ha dato ragione alla Fiera. Pochi giorni fa ecco scritto l’ultimo capito della vicenda. La Corte di Cassazione si esprime in maniera chiara: Arezzo Fiere e Congressi è un immobile dove si effettuano vendite e l’attività commerciale è quella prevalente. In virtù di questa sentenza, stando alle parole di Boldi, l'amministrazione comunale cittadina si è rifiutata di sospendere un pignoramento, partito lo scorso 1 aprile, con il quale veniva dato incarico ad Equitalia di incassare 1340mila euro relativi all'Imu 2008 e dovuti dall'Ente Fiera.

"Negli anni - prosegue Boldi - è sempre stata richiesta (ed ottenuta) la sospensiva dei pagamenti. Oggi ci siamo visti negare questa possibilità direttamente dall'assessore al bilancio Alberto Merelli che ha incaricato Equitalia di procedere".

La vicenda si è verificata proprio in concomitanza con le ultimi fasi della procedura che porterà i soci dell'Arezzo Fiere all'aumento di capitale. 3 milioni e 200mila euro che potranno finalmente contribuire all'ultimazione dell'area.

"Ma nessuno intende versare denaro per pagare l'Imu - prosegue Boldi - Quello che mi lascia amareggiatto è che il Comune di Arezzo, così come la Provincia, la Regione, la Camera di Commercio, oltre 200 imprese orafe e numerosi istituti di credito, è socio dell'Arezzo Fiere e Congressi e detiene una delle quote più alte. Sembra assurdo che ci sia stata negata la possibilità di sospendere il pagamento dell'Imu. Per far fronte al pagamento abbiamo dovuto sospendere la liquidazione dello spettante ai fornitori. Il Comune deve dirci cosa intende fare chiaramente. Se vuole procedere con il richiedere nello stesso modo i pagamenti arretrati, Arezzo Fiere e Congressi chiuderà i battenti. Altrimenti, se come ha più volte dimostrato il sindaco Ghinelli, la volontà è quella di investire e credere in questa struttura dobbiamo metterci ad un tavolo insieme e dialogare tra noi. Anche perché le altrernative sono poche. O trasferiamo l'attività di promozione in altre strutture (come Firenze, Bologna, Vicenza), oppure chiudiamo tutto".

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