Turismo, Comanducci: “Adesso una governance che gestisca il marchio Arezzo”

Sarà costituito entro il 2017 e avrà il compito di dare una direzione ma soprattutto una continuità alle azioni intraprese, possibilmente di concerto, da pubblica amministrazione e privati

Nadia Frulli
Nadia Frulli
Invia per email  |  Stampa  |   15 aprile 2017 12:00  |  Pubblicato in Attualità, Arezzo

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Un organo di governance per rinnovare il brand Arezzo e gestire il turismo. “Sarà costituito entro il 2017 e avrà il compito di dare una direzione e, soprattutto, una continuità alle azioni intraprese, possibilmente di concerto, da pubblica amministrazione e privati”. Ad annunciare la nascita di questo nuovo e strategico soggetto, che dovrà prendere in mano le sorti turistiche della città, è l’assessore Marcello Comanducci. E’ un’idea questa corteggiata da 30 anni dagli operatori del settore, che nel tempo ha visto naufragare alcuni tentativi di realizzazione, ma che adesso sembra essere prossima alla realizzazione.
“Da mesi sto lavorando a una serie di passaggi e incontri con i soggetti interessati – spiega Comanducci – adesso siamo in una fase tanto importante quanto delicata: quella di trovare l’entità giuridica adeguata”. Che sia una municipalizzata o una società privata: di esempi in Italia oramai ce ne sono molti. Da Mantova, che proprio in questi mesi sta lavorando ad un progetto simile, a Bologna, dove è stata costituita, su input del Comune, una società che vede al suo interno solo privati, fino a Cervia, dove c’è un organo nel quale il Comune rappresenta il 51 per cento e gli albergatori il 49 per cento.

Ma cosa dovrebbe fare questa governance? “Per prima cosa dovrebbe permettere ad Arezzo di uscire dall’impasse nella quale si trova da almeno 10 anni – sostiene Comanducci -. Perché in questo periodo i soggetti deputati ad occuparsi del turismo sono cambiati almeno 4 volte. Poi lavorerà alla gestione del brand Arezzo, insieme agli addetti ai lavori, cercando di essere al di sopra delle Giunte che si avvicenderanno e anche alle leggi regionali che cambiano. Dovrebbe cioè, nonostante i cambiamenti di assetto politico e normativo, dare continuità ai progetti intrapresi a livello cittadino. I primo obiettivo, a termine più breve, sarà quello di far aumentare i flussi turistici dialogando con tour operator, associazioni di categoria e guide turistiche. Sarà un punto di riferimento unico per chi sceglierà di puntare su Arezzo per progetti turistici. L’obiettivo a lungo termine invece sarà quello di reinvestire i soldi che arrivano dai primi flussi, in nuovi servizi per il turismo. L’esempio più banale sono i servizi igienici: inutile crearne di nuovi, investendo importanti cifre per poi vederli abbandonati. E’ più logico far arrivare i flussi e pian piano, di pari passo, aumentare i servizi”.

Altro aspetto fondamentale infatti dovrebbe essere il reperimento di fondi: “Siamo in una situazione – spiega Comanducci – nella quale di fatto non c’è chiarezza sulle competenze. I fondi per il turismo, da affidare tramite bando, chi dovrebbe gestirli? La Provincia? La Regione? La Camera di Commercio?”. Nell’attesa lancia un appello “a qualche mecenate locale, che potrebbe aiutarci a far decollare l’intero progetto”.

Intanto Arezzo aspetta i turisti della Pasqua, apre le porte a quelli dei ponti del 25 aprile e del primo maggio. E incrocia le dita, nella speranza di non ritrovarsi ancora terzultima città in Toscana per numero di visitatori stranieri, come è accaduto nel 2016.

 Nadia Frulli 
Nadia FrulliUna laurea, un master e tanta voglia di raccontare la propria città.
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