Tenti attacca sul raddoppio di San Zeno: "Giunta e Aisa, ritirate la proposta e fareste più bella figura"

L'ex segretario provinciale di Rifondazione Comunista contesta l'istanza di aumentare la potenzialità termovalorizzatrice dell'inceneritore

Fausto Tenti, ex segretario provinciale di Rifondazione Comunista, rivolge pubblicamente una domanda "direttissima" ad AISA, al Sindaco ed all'Assessore di Arezzo.

Pongo una domanda "secca" – con richiesta, cortese, di risposta tempestiva – al Presidente di AISA Impianti SpA, al Sindaco ed all'Assessore all'Ambiente del Comune di Arezzo: Come giustificate, tecnicamente e logicamente, l'istanza di sostanziale raddoppio della potenzialità termovalorizzatrice dell'impianto di San Zeno (dalle 46.000 t/a di rifiuti attualmente autorizzate alle 76.000 t/a, come da progetto depositato presso la Regione Toscana) alla luce del fatto che nel subambito della provincia di Arezzo sono state prodotte, a fine 2017 (ultimo dato certificato ARRR), circa 194.000 t. di rifiuti urbani totali?

La domanda deriva, semplicemente e banalmente, dalla visione sia del modello produzione rifiuti dell'ex ATO 7 (quello "vecchio", riguardante la nostra provincia) simulato e approvato nel 2007, sia del modello di cui al Piano Straordinario Rifiuti dell'ATO Toscana Sud (quello attuale, comprendente anche Siena e Grosseto) simulato e approvato nel 2008 e messo a gara. Tanto nel primo caso, relativo solo al nostro territorio, quanto nel secondo (estrapolando esclusivamente il nostro sub-ambito), era stata prevista (visto il trend di crescita di quel periodo) una produzione totale di rifiuti urbani – per la nostra provincia – di circa 241.000 t/a giusto a fine 2017: proprio questa proiezione giustificò, all'epoca, la granitica intenzione di prevedere il raddoppio dell'inceneritore di San Zeno, poi effettivamente inserito all'interno del bando di gara (molti di noi erano comunque contrari all'ipotesi già allora - per diverse valide motivazioni, comprese quelle sanitarie, confermate poi dagli esiti inquietanti dello studio epidemiologico Life plus - tant'è che fu promosso un ricorso al TAR Toscana, smarritosi nelle nebbie di Firenze).

Ma proprio e addirittura oggi, con 47.000 t. annue di rifiuti in meno (le 241.000 t. previste – per il fine 2017 - nel 2007/2008 meno le 194.000 t. reali di fine 2017) rispetto a quelle che, secondo i decisori dell'epoca, avrebbero giustificato il raddoppio di San Zeno... come si può onestamente giustificare un raddoppio della potenzialità di termovalorizzazione del nostro impianto?

Anche la Regione Toscana, una delle più incenitoriste in Italia (dopo Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna) sentenzia nel proprio - e attuale - Piano Rifiuti (PRB) che la percentuale di residui da incenerire possa arrivare al massimo ad un 20% sul totale... E da noi, conseguentamente, risulta ridondante anche l'attuale impianto (194.000 t/a x 20% = 38.800 t/a): ma voler bruciare quasi il 40% dei rifiuti urbani totali prodotti nella nostra provincia – con la previsione di un termovalorizzatore da 76.000 t/a – sfugge francamente all'umana comprensione...

Signori, ritirate – stralciandola - dal vostro progetto depositato in Regione, quella parte inerente il raddoppio di San Zeno: fareste più bella figura... 

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