Tempi di attesa in Valdarno, criticità risolte con il continuo monitoraggio

D’Urso: “Ecco cosa stiamo facendo. Per le ecografie ginecologiche, novità a partire dal 1 luglio”

direttore generale Antonio D’Urso

La Ausl Toscana sud est precisa che, in modo trasparente, pubblica nel proprio sito internet l’andamento dei tempi di attesa per le prestazioni presenti nel Piano Nazionale Governo Liste di Attesa (PNGLA). Attraverso il monitoraggio continuo, l’Azienda agisce sulle criticità con provvedimenti ad hoc.

Dal monitoraggio che viene effettuato sia sull'offerta che sulla domanda,  le criticità segnalate sono state corrette e i tempi di attesa non sono quelli pubblicati nell'articolo.

In particolare nel Valdarno, grazie all’aumento dell’offerta, i tempi per le visite che devono essere garantite in ambito zonale, rientrano nettamente nei limiti previsti dalle norme. Ad esempio per la visita urologica attualmente il tempo d'attesa è di 8 giorni per le Classe di priorità breve e/o differibile, così come le altre visite di livello zonale sono erogate in tempi inferiori ai 10 giorni. 

In questo momento rimane una sola criticità che è l'Ortopedia, per cui l'Azienda sta mettendo in campo tutte le risorse e le soluzioni possibili, come l’aumento di organico e, vista la difficoltà ad arruolare nuovi specialisti, l’attivazione di nuove sedute aggiuntive con professionisti provenienti da altre Zone. 

“Per l'ecografia ginecologica, in analogia a quanto già avviene nell'ospedale di Arezzo, dal 1 luglio sarà possibile prenotare il "pacchetto" visita più ecografia ginecologica - spiega il direttore generale D’Urso -  In questo modo sarà garantita la miglior presa in carico della donna ed una ottimizzazione dei tempi di esecuzione, con conseguente aumento dell'offerta. Inoltre l’Azienda ha messo in atto un piano di recupero straordinario attraverso il recall di tutte le donne che stanno aspettando da più tempo. Attualmente per eco ginecologica (breve/differibile) l’attesa è di 8 giorni”.

Il  PNGLA adottato in Toscana prevede tre ambiti di garanzia, cioè i bacini geografici entro i quali devono essere garantite le prestazioni ambulatoriali: il livello Zonale, il livello Provinciale ed il livello di Area Vasta. Questa differenziazione è legata al fatto che alcune prestazioni, come le cosiddette "nove sorelle" (visita cardiologica, visita chirurgica, visita dermatologica, visita ginecologica, visita oculistica, visita ortopedica, visita otorino, visita urologica) devono essere garantite in una dimensione di prossimità al cittadino, cioè la Zona Distretto. Insieme a queste, anche l'ecografia internistica e ginecologica. Ci sono poi prestazioni come la Diagnostica Radiologica pesante (RM e TAC) o come le visite pneumologiche e fisiatriche, che hanno un bacino di livello provinciale; infine si passa a prestazioni cosiddette di Area Vasta, da rispondere entro il territorio della AUSL. E’ il caso della visita reumatologica e la chirurgica vascolare.  

“Il cittadino è comprensibilmente disorientato  di fronte a tempi di attesa che, in base alla sua percezione, non rispondono alle sue esigenze. E per noi, anche il sentire delle persone è importante – conclude il direttore generale Antonio D’Urso – per questo abbiamo quindi messo in campo diverse iniziative che stanno già evidenziando importanti risultati. Da subito, oltre ad aumentare il numero di medici, infermieri e tecnici, abbiamo investito, su questo tema, ben 3 milioni di euro”.

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