Una strada per ricordare il "babbo" del Calcit e agevolazioni alle aziende che non beneficiano dell'acqua di Montedoglio

Le mozioni e gli atti di indirizzo che sono stati approvati questa mattina durante il consiglio comunale di Arezzo

Gianfranco Barulli, fondatore del Calcit Arezzo

Votato e approvato con 14 voti favorevoli e 3 astenuti, dopo la sua illustrazione avvenuta nella seduta del giugno 2018, l’atto di indirizzo promosso da Forza Italia e Fratelli d’Italia per avviare una procedura di riorganizzazione del sistema di gestione dei rifiuti atta a garantire una governance pubblica. 

L'atto rileva come l’esperienza fin qui maturata di Sei Toscana abbia evidenziato il tentativo della parte privata di acquisire non solo il controllo gestionale ma anche quello societario emarginando la parte pubblica, in contraddizione con il bando di affidamento. Così, il modello gestionale ha manifestato criticità in termini di efficienza ed efficaci e si è progressivamente centralizzato. La proposta di creare un Ato unico rappresenta la risposta sbagliata. La valutazione finale è che l’esperienza di Sei Toscana debba essere avviata a conclusione nell’interesse dei Comuni e quindi dei cittadini. Una nuova governance pubblica deve creare le condizioni per tariffe eque e per utili d’impresa che non “migrino” verso altri territori.

Atto di indirizzo, questa volta presentato dal Pd, per introdurre il progetto “Il controllo del vicinato” nelle frazioni. È stato chiesto a sindaco e giunta di attivarsi in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza al fine di giungere alla redazione di una specifica convenzione che fornisca un contributo all’attività di prevenzione generale svolta dalle forze dell’ordine, che incrementi i livelli di consapevolezza dei cittadini sui problemi del territorio, che promuova una sicurezza partecipata attraverso formule di vicinato solidale come un’attività di osservazione di fatti e circostanze che accadono nelle zone di residenza, come il passaggio di auto e individui sospetti o il verificarsi di rumori strani. Tutte queste informazioni dovrebbero essere riferite a un cittadino in veste di “coordinatore”. Il passo successivo sarebbe la trasmissione tempestiva da parte di quest’ultimo delle stesse informazioni alle forze di polizia. Escluse comunque forme di pattugliamento del territorio. 

L'amministrazione comunale ha ricordato che esistono già vari protocolli firmati con l'intento di implementare i livelli di sicurezza e il senso di responsabilità dei cittadini: nel 2016 ne è stato firmato uno sul controllo del vicinato con Confcommercio, nel 2018 uno tra polizia locale e amministrazioni condominiali, poi è venuto il Patto per la sicurezza in sinergia con la prefettura, nel 2019 il progetto Mille occhi sulla città, adesso seguirà l'ulteriore protocollo Piazza sicura. Approvato con 22 voti favorevoli all'unanimità.

Atto di indirizzo (Ora Ghinelli) per dedicare una strada, una piazza o un giardino, meglio ancora se nei pressi dell’ospedale di Arezzo, al commendator Gianfranco Barulli, uno dei fondatori del Calcit nel 1978. Realtà che si è affermata a supporto della sanità pubblica, per superarne le carenze, che ha potuto confidare sulla grande generosità di Arezzo che si esprime a ogni mercatino o iniziativa. Nel 2006 Barulli è scomparso ma non per questo il progetto è tramontato, mantenendo la sua caratteristica principale, quella di essere una forma di affiancamento alla comunità scientifica nella battaglia contro quelli che un giorno, è la speranza, potranno definirsi mali “non più” incurabili. Approvato all'unanimità con 22 voti favorevoli.

Atto di indirizzo (Pd e Arezzo in Comune) per chiedere alla giunta l’impegno a sostenere, anche attraverso una programmazione pluriennale, le manifestazioni sportive di maggiore interesse e l’azione delle società promotrici, con l'armonizzazione di un calendario annuale delle iniziative. Queste ultime possono essere considerate una risorsa per sostenere il turismo e favorire le presenze in città anche grazie alla cittadella dello sport. È stato ritenuto necessario un confronto, all’interno delle commissioni consiliari competenti, con il mondo dell’associazionismo sportivo, degli operatori economici e delle strutture ricettive per individuare le sinergie e cogliere appieno le opportunità legate a questo tipo di eventi. Approvato con 21 voti favorevoli all'unanimità.

Atto di indirizzo (Pd, Arezzo in Comune) con cui è stato chiesto al sindaco di rivedere il progetto di riqualificazione dei giardini di viale Michelangelo, prevedendo il mantenimento dei lecci e incrementando la cura delle piante per rendere l’area più luminosa e più sicura. L'atto, ritenuto ancora valido dai proponenti in termini di contenuto e propositi, è stato accompagnato anche da una petizione di analogo tenore che ha raccolto lo scorso anno migliaia di firme. Dalla maggioranza è stato sottolineato l'anacronismo dell'atto, superato dagli intenti dell'amministrazione comunale già evidenziati nei giorni successivi alla sua presentazione e dal nuovo progetto dell'amministrazione comunale che prevede il mantenimento dei lecci. La giunta, pur sottolineando la bontà della scelta originaria di radicale ristrutturazione dei giardini, ha tuttavia confermato la prospettiva di un nuovo progetto limitato al maquillage, da sottoporre all'esame della Soprintendenza. L'atto non è stato approvato: 6 voti favorevoli, 5 contrari, il resto dei consiglieri non votanti.

"La scelta di non votare l’atto di indirizzo relativo alla riqualificazione dei giardini di viale Michelangelo è stata una scelta incomprensibile da parte della maggioranza - hanno spiegato Francesco Romizi e Alessandro Caneschi di Arezzo in Comune e Partito Democratico - Sono state manifestate eccezioni sui tempi e sulla valenza dell'atto che hanno evidenziato una certa confusione. L’atto di indirizzo del luglio 2018 che abbiamo finalmente discusso nella seduta di Consiglio Comunale, a oggi non è stato superato da alcun atto formale della Giunta, fattispecie confermata dallo stesso vicesindaco che ha parlato di un progetto futuro che prevederà, peraltro suo malgrado, così ha affermato, il mantenimento dei lecci.

Non stiamo parlando di una mera propensione botanica da parte dei gruppi consiliari di opposizione ma di una soluzione che coinvolge l'estetica e la salubrità di una zona caratterizzata da traffico intenso e di pregio se mantenuta nello status attuale. Ovviamente apportandovi le necessarie migliorie ma non certo stravolgendola.

Non possiamo accontentarci e non ci rassicurano riunioni avvenute all'interno della maggioranza dove informalmente si è parlato della questione. Non basta un comunicato stampa in cui viene annunciato un nuovo progetto. Questo è ancora da partorire e finché non ci sarà terremo alta la guardia. Se non altro per rispetto alle migliaia di cittadini che hanno firmato una petizione, senza alcuna riconducibilità politica, dove si chiede di mantenere inalterato il profilo dei giardini Porcinai".

Atto di indirizzo (Gruppo Misto) per chiedere alla giunta di intitolare una strada, una piazza, un edificio o un parco pubblico a Simone Mazzi. Il vigile del fuoco Simone Mazzi nel 2003 morì nel tentativo di prestare soccorso a un camionista precipitato con il suo tir in una scarpata e rimasto incastrato nell’abitacolo, nella zona di Palazzo del Pero. La corda a cui Mazzi era attaccato cedette e per il vigile del fuoco non ci fu nulla da fare. Il giovane ha poi ottenuto la medaglia d'oro al valore civile dal presidente della repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Approvato con 21 voti favorevoli all'unanimità.

Atto di indirizzo (Partito democratico) con il quale è stata chiesta una specifica ordinanza di divieto di transito nel tratto della Sp1 Setteponti presso la frazione di Ponte Buriano e quindi anche sopra l’omonimo ponte ai mezzi pesanti superiori alle 20 tonnellate. Tutti gli strumenti urbanistici dovrebbero inoltre prevedere per il futuro viabilità alternative che contemplino anche un nuovo ponte. Dalla maggioranza è stato rilevato che l'amministrazione provinciale sta lavorando proprio a un protocollo d'intesa fra enti che va esattamente nella direzione auspicata dall'atto, considerato di conseguenza pretestuoso. L'atto non è stato approvato: 7 favorevoli, 13 contrari e un astenuto.

“Arezzo: una città senza plastica” è l’atto di indirizzo (Arezzo in Comune e Pd) che auspica la graduale scomparsa della plastica monouso dagli uffici comunali, dalle sale conferenze, dai centri civici, dalle scuole e dalle mense, sostituita da alternative biodegradabili e riutilizzabili. Questo passo dovrebbe essere propedeutico a una campagna di sensibilizzazione indirizzata ai dipendenti comunali, alle scuole, alle aziende e a ogni cittadino per fare capire quanta incidenza negativa abbia la dispersione nell’ambiente dei prodotti in plastica. Dopo di che, andrebbero studiati strumenti adeguati per arrivare alla cessazione dell’utilizzo di plastiche usa e getta per le attività di ristorazione e di vendita, per gli esercizi commerciali, per gli organizzatori di eventi, feste e sagre. Come ad esempio sgravi fiscali o altri tipi di incentivi, la creazione di un elenco di esercizi commerciali plastic free, la diffusione di eco-compattatori per incrementare la raccolta e il recupero delle bottiglie di plastica e dei contenitori in alluminio. Valutazioni positive della maggioranza e dall'amministrazione comunale in nome di principi come Arezzo pulita, ecocompatibile e caratterizzata da sensibilità ambientale. L'atto è stato approvato con 20 voti favorevoli all'unanimità.

Atto di indirizzo (Lega Nord) per intitolare una via, una piazza o un’area verde a Jan Palach, così come già successo in molte città europee e italiane. Lo studente praghese il 16 gennaio 1969 si suicidò per protesta contro l’invasione sovietica della Cecoslovacchia che pose fine a quella che è passata alla storia come la Primavera di Praga. Il modo in cui compì il tragico gesto fu particolarmente cruento ed emozionante: Jan Palach si diede fuoco in piazza San Venceslao. Al suo funerale, che si svolse sei giorni dopo, parteciparono 600.000 persone. Con il crollo del muro di Berlino la sua figura è stata rivalutata a cominciare dalla patria di origine: adesso, una piazza centrale di Praga, prima chiamata “dell’Armata Rossa”, porta il suo nome. L'atto è stato approvato all'unanimità con 21 voti favorevoli.

Atto di indirizzo (Forza Italia) per agevolare le imprese agricole della Valdichiana che non beneficiano dell'acqua di Montedoglio per mancanza di condutture, che per essere realizzate necessitano di importanti investimenti. Il territorio comunale ospita alcune realtà di pregio del settore in quella che è la porzione di vallata ricompresa. L'irrigazione è ovviamente condizione propedeutica per il successo di un'impresa e alla bontà delle falde sotterranee. La carenza idrica minaccia anche la Regione Toscana. La diga di Montedoglio dispone di volumi sufficienti della risorsa idrica per poter essere distribuiti al comprensorio suddetto. La richiesta al sindaco e alla giunta è di attivare qualsiasi iniziativa in Parlamento, Regione e Consorzio di bonifica che vada in direzione di opere pubbliche in grado di risolvere il problema. Dall'opposizione è stato rilevato come la Regione Toscana stia già operando in tale direzione. L'atto è stato approvato all'unanimità con 16 voti favorevoli e un astenuto.

"Per uno scherzo del destino, parlare di problemi idrici in questi giorni di intenso maltempo sembra anacronistico, ma purtroppo la nostra Provincia non ne è immune - ha sottolineato il consigliere Federico Scapecchi - Abbiamo una grande fortuna, frutto della lungimiranza di chi alcune decine di anni fa ha amministrato questi territori: la diga di Montedoglio infatti costituisce il più importante bacino idrico a servizio di gran parte del territorio aretino, non solo per le utenze domestiche ma anche per l’irrigazione dei campi coltivati. Tuttavia il sistema di irrigazione non è completo in quanto in Valdichiana, territorio che rientra nello schema di adduzione del sistema di Montedoglio, sono presenti condotte primarie e laghetti di compenso ma alcuni di questi non sono utilizzati in quanto è assente la rete irrigua, tuttora da realizzare, che permetterebbe la distribuzione capillare dell’acqua alle imprese agricole.

La materia prima non mancherebbe, infatti la diga di Montedoglio dispone di sufficienti volumi per irrigare sia la Valtiberina settentrionale, sia la Valdichiana e l’agro aretino.
Per questo ho presentato a nome del gruppo di Forza Italia un atto di indirizzo, approvato dal Consiglio Comunale di Arezzo, con il quale si impegna il Sindaco e la Giunta comunale ad attivare ogni iniziativa utile presso il Parlamento, la Regione Toscana e il Consorzio 2 Alto Valdarno affinchè possano essere destinati specifici finanziamenti per la progettazione e la realizzazione di opere pubbliche di irrigazione collettiva, per far sì che, finalmente, anche la Valdichiana e l’agro aretino possano usufruire esaustivamente dell’acqua di Montedoglio.
Forza Italia, che ha fatto del problema idrico uno dei principali argomenti del proprio programma per le elezioni europee, presenterà analoghe iniziative nei comuni interessati e in Regione Toscana, al fine di sensibilizzare ulteriormente sul tema e ottenere i finanziamenti necessari".

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