La strada alternativa alla E45 è bloccata dalla burocrazia: ci sono i soldi, ma il cantiere è al palo

Stanziati 2,6 milioni di euro per la ex statale 3bis, ma il progetto è fermo perché lo Stato non può pagare lavori di un'arteria comunale. I sindaci della Valtiberina: "Così muore l'economia"

L'unica strada da percorrere, in senso letterale, è la ex statale 3 Bis Tiberina. Al momento chiusa ma da aprire con estrema urgenza. E' l'unico modo per non tenere in scacco lavoratori, studenti e pendolari della zona, rischiando di isolare le comunità immediatamente al di qua (Valtiberina) e aldilà (la vicina Romagna) del viadotto chiuso. E creando un grave danno all'economia di tutto il centro Italia, considerando che la E45 - chiusa da ieri - è la superstrada più lunga del Paese. Ed è per questo che i sindaci della Valtiberina alzano la voce per chiedere l'immediato riprestino dell'arteria - declassata comunale - che permetterebbe una viabilità alternativa non troppo problematica. Una strada per la quale ci sono già, e dal 2016, i soldi necessari per la sistemazione (2,6 milioni), ma il progetto si è incredibilmente incagliato - come riferiscono gli Industriali - per questioni burocratiche. In sostanza, sulla infrastruttura, ora del Comune di Pieve, non può investire un altro ente come lo Stato. Va prima rinazionalizzata.

La sfogo dei Comuni

In merito al sequestro del tratto stradale della E45 tra Valsavignone e Verghereto - i sindaci dei comuni della Valtiberina - esprimono il pieno appoggio al lavoro che sta conducendo la Magistratura aretina. Ma - osservano - da oltre dieci anni hanno segnalato le problematiche dei viadotti della E45 in tutte le sedi istituzionali, senza il clamore dei social ma con la determinazione volta principalmente ad ottenere urgenti e fondamentali verifiche statiche e sismiche.

E poi la richiesta:

Oltre a ciò è indispensabile il ripristino della Tiberina 3 bis, tra Valsavignone e Canili, unica viabilità alternativa e di supporto alla E45. Chiarendo che tale ripristino non incide solo sulla realtà locale ma ha un’importanza strategica di livello nazionale. È sotto gli occhi di tutti come oggi, con la chiusura della E45 e il mancato ripristino della Tiberina 3 bis, l’Italia sia divisa in due, con grave danno, non solo per la viabilità locale ma anche per l’economia nazionale. Auspichiamo una veloce ed esaustiva risposta di Anas, alla quale manifestiamo la nostra pronta collaborazione, affinché, nel rispetto della piena sicurezza dei nostri concittadini, venga riaperta in tempi celeri la E45 ed appaltati i lavori per la Tiberina 3 bis, per non aggravare a lungo gli spostamenti sia dalla Romagna verso sud che dall’Umbria e dalla Toscana verso Nord: è in gioco l’economia delle nostre aziende. Riteniamo che il disagio che in questi giorni inevitabilmente ci sarà possa essere ripagato in tempi celeri con la tranquillità di poter viaggiare in strade sicure.

I firmatari della nota:

Alessandro Polcri - Comune di Anghiari

Alberto Santucci - Comune di Badia Tedalda

Claudio Baroni - Comune di Caprese Michelangelo

Alfredo Romanelli - Comune di Monterchi

Albano Bragagni - Comune di Pieve Santo Stefano

Mauro Cornioli - Comune di Sansepolcro

Marco Renzi - Comune di Sestino

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Commenti (1)

  • ma 2,6 milioni bastano? tutta la parete rocciosa sopra è a rischio e serve la rete, in due punti la sede stradale è franata e va rifatto il muro di retta. con 2,6 milioni si riesce a farci passare i camion? mi stupirebbe.

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