Sicurezza sul lavoro. Cisl: "Bene il protocollo ma adesso?"

"Dall’inizio dell’anno, impietosamente, i numeri ci dicono che nel primo semestre abbiamo avuto un +2.77% di incidenti mortali. Non è né accettabile tanto meno giustificabile"

"Noi la guardia non la abbassiamo".

A sostenerlo è la Cisl di Arezzo che interviene all'indomani della firma del protocollo d'intesa riguardante la sicurezza sui luoghi di lavoro, siglato in prefettura dal prefetto Palumbo.

"Ringraziamo per la solerzia e la sensibilità al problema dimostrata dai 35 soggetti espressione delle istituzioni, del sindacato, delle associazioni del mondo produttivo. Si è trattato di una presa d’atto - sottolinea Fabrizio Fabbroni della Ust-Cisl con delega alla sicurezza che, di fatto,  concretizzava quanto le parti da tempo andavano chiedendo. Ma non basta.

Ora è necessario che si metta in pratica quanto sottoscritto e che le buone pratiche trovino riscontro oggettivo e che non rimangano solo nella sfera delle intenzioni.

E’ necessario, ad esempio, che si dia avvio quanto prima all’aspetto formativo. Una formazione continua che sia capace di coinvolgere lavoratore e datore d lavoro affinché si radicalizzi quella cultura della sicurezza che porta poi alla consapevolezza in quanto diritto entrambe le parti.

Ed è del tutto evidente che in questo contesto sia anche dato giusta valorizzazione a quegli organismi quali Usl, vigili del fuoco, Inail. Inps e Ispettorato del Lavoro preposti nel ruolo di accertare che la sicurezza non sia un optionals, ma un diritto ed anche un dovere. Così come è importante la valorizzazione delle parti sociali che operano all’interno dei Comitati di controllo di INPS e Inail che, con le loro segnalazioni possono indirizzare lavoratori ed Aziende con premi ad hoc tipo i bandi ISI.

In questa seconda parte dell’anno, conclude Fabbroni, vorremmo che, per una volta, alle parole seguissero concretamente i fatti anche per rispetto a quei lavoratori che hanno perso la vita. E sono tanti anche nel nostro territorio. Un primato che non ci fa onore perché morire di lavoro nel terzo millennio deve far riflettere: una deriva che trascina nel baratro persone e dignità.

Dall’inizio dell’anno, impietosamente, i numeri ci dicono che nel primo semestre abbiamo avuto un +2.77% di incidenti mortali. Non è né accettabile tanto meno giustificabile.

Noi come Cisl ci siamo e facciamo la nostra parte e vorremmo che anche altri lo facessero".

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