Siccità: allarme corsi d'acqua. Caporali: "In pericolo gli ecosistemi dei torrenti, pesci salvati dai volontari"

L'Arno arido e asciutto. I torrenti dell'Aretino in secca. E la fauna ittica in seria, serissima, difficoltà. "Non solo - spiega Donato Caporali, consigliere con delega all'ambiente per la Provincia di Arezzo - a rischio c'è il benessere e la...

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L'Arno arido e asciutto. I torrenti dell'Aretino in secca. E la fauna ittica in seria, serissima, difficoltà.

"Non solo - spiega Donato Caporali, consigliere con delega all'ambiente per la Provincia di Arezzo - a rischio c'è il benessere e la sopravvivenza di un ecosistema intero che, con questa anomala e violenta ondata di siccità, rischia di scomparire o di essere fortemente compromesso". La sempre più prolungata e duratura assenza di pioggia continua a tenere in tensione il territorio aretino che, negli ultimi mesi salvo occasioni sporadiche, si è trovato a fare i conti con difficoltà insopportabili. "E adesso - prosegue Caporali - le nostre preoccupazioni riguardano i corsi d'acqua presenti nel nostro territorio. Attraverso l'ausilio di varie associazioni e di volontari sono stati effettuati degli interventi di spostamento dei pesci che, onde evitarne la morte, sono stati prelevati e trasferiti a monte dove l'acqua è più ossigenata. Oppure abbiamo prelevato la fauna e l'abbiamo trasferita in altri corsi. Purtroppo però, oltre a fare questo non abbiamo altre competenze e possibilità d'azione". Da qui ecco pronto l'appello rivolto alla Regione Toscana e all'Eaut umbro e toscano.

"Chiediamo il loro intervento - sottolinea ancora Caporali - la situazione è davvero al limite e se continuiamo in questo modo si rischia di arrivare al disastro ambientale. In particolare all'Eaut Ente Acque Umbro Toscano chiedo di vagliare la possibilità di aprire la condotta che sul Chiassaccia riverserebbe acqua sul Chiassa e conseguentemente in Arno. Alla Regione Toscana invece potrebbe valutare l'apertura della condotta su Montedoglio. Questo consentirebbe un apporto notevole al miglioramento della situazione".

Nelle ultime giornate, Caporali insieme alle varie associazioni di volontariato dell'Aretino ha provveduto allo spostamento di pesci in acque più scorrevoli e ossigenate.

"Non basta però il nostro intervento - spiega - abbiamo bisogno di un supporto più deciso e importante altrimenti rischiamo davvero grosso. Inoltre, il lavoro che abbiamo svolto sino ad oggi è ben oltre quanto previsto dalle competenze provinciali". Torrente Chiassa in secca E poi il punto sulla situazione che, nei giorni passati, si è verificata lungo il corso d'acqua che scorre a La Pace.

Abbiamo fatto un sopralluogo sul posto per valutare la situazione e, nel caso, sollecitare ancora una volta di più gli interventi - continua - La continuità fluviale è stata mantenuta anche se, come sostengono i residenti, i lavori devono essere fatti sempre al meglio per evitare il sopraggiungere di problematiche. Questa mattina, grazie all'aiuto dell'Arci Pesca Fisa e del suo presidente siamo intervenuti in via Anconetana ed abbiamo provveduto a mettere in salvo i pesci che abbiamo trovato lungo il corso d'acqua trasferendoli in punti più ossigenati".

"In queste settimane – spiega Alfredo Rondoni, presidente dell’Arci Pesca Fisa, – sono arrivate numerose segnalazioni di situazioni di siccità e di pesci in sofferenza. Ricordiamo che non è possibile procedere attraverso iniziative personali che, per quanto lodevoli, sono in contrasto con le normative vigenti: la scelta più responsabile per tutelare la fauna ittica è rappresentata dall’attivazione dell’ufficio regionale addetto alla pesca che prenderà in carico le varie situazioni".

Il monitoraggio della qualità e 'stato di salute' dei corsi d'acqua è appannaggio di Arpat che, ciclicamente sul proprio portale pubblica in forma estesa i report riguardanti proprio i corsi presenti nel territorio aretino. Per quanto concerne invece la pulizia dei fiumi la competenza spetta anche al Consorzio di Bonifica che ha il compito di provvedere alla cura degli argini e dell'alveo.

In copertina: Il Chiassa in secca. Nell'immagine qui sopra il Sovara.

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