Sei Toscana, infuria la polemica. La Lega difende il decreto Dignità, il Comune di Sansepolcro: “Invece c’entra”. Cisl con i lavoratori

Tiene ancora banco la vicenda legata al mancato rinnovo del contratto di operatori Sei Toscana, che ha determinato un rallentamento dell’attività di raccolta rifiuti nella provincia di Arezzo nei giorni scorsi.

Redazione Arezzo Notizie
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Invia per email  |  Stampa  |   9 agosto 2018 14:58  |  Pubblicato in Attualità, Arezzo, Casentino, Valdarno, Valdichiana, Valtiberina

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Tiene ancora banco la vicenda legata al mancato rinnovo del contratto di operatori Sei Toscana, che ha determinato un rallentamento dell’attività di raccolta rifiuti nella provincia di Arezzo nei giorni scorsi.

La nota del comune di Sansepolcro sui disservizi

Dopo l’incontro di martedì tra azienda e sindacati abbiamo appreso che sostanzialmente Sei Toscana continuerà anche nei mesi futuri ad impiegare il personale delle cooperative al posto dei lavoratori interinali. Rispetto a questa decisione ci sentiamo di esprimere tutta la nostra contrarietà in quanto questo tipo di soluzione ha già dimostrato, proprio in questi giorni, di produrre numerosi disservizi. Oltre a ciò, siamo preoccupati per il destino di tutti quei lavoratori interinali che sono già stati sostituiti con una tipologia di forza lavoro che può essere facilmente reperita dall’azienda a costi ancor più bassi e senza troppi vincoli in termini di tutele e continuità lavorativa. Non condividiamo tali scelte che sono fatte soltanto in nome del profitto e che tentano di appellarsi impropriamente alle disposizioni del “Decreto Dignità”: da questo punto di vista è in effetti fuorviante affermare che tale provvedimento sia la causa dei licenziamenti. Tuttavia, è altrettanto evidente, purtroppo, che le misure in esso contenute in certi casi – come quello in questione – non forniscano un efficace strumento di controllo per arginare l’abuso di forza lavoro a basso costo che talvolta certi soggetti riescono a fornire attraverso un sistema di appalti e sub-appalti che ancora oggi sfugge a qualsiasi controllo. Ciò che per adesso è certo è che Sei Toscana ha adottato una strategia aziendale molto aggressiva che ha deciso di portare avanti in maniera autonoma senza ascoltare le note critiche dei sindacati e delle amministrazioni comunali. Da un punto di vista normativo e contrattuale non ci sono, a quanto pare, strumenti per intervenire efficacemente sul merito di tali scelte. Ciononostante, nella consapevolezza non sarà un compito facile, come Amministrazione Comunale abbiamo già intimato SEI a recedere da queste. Lo abbiamo fatto e continueremo a farlo in maniera energica e decisa, sia per tutelare i posti di lavoro che altrimenti il nostro territorio perderà, sia per riportare la qualità dei servizi ad un livello accettabile.

Cisl vicino ai lavoratori

La Segreteria regionale Fit-Cisl Toscana si è riunita insieme ai delegati territoriali, ai segretari di presidio di Siena, Arezzo, Grosseto, Livorno e ai rappresentanti Rsu Fit-Cisl dell’area contrattuale Igiene ambiente per analizzare i gravi sviluppi organizzativo/amministrativi che stanno investendo, in particolare, la società Sei Toscana.
La Fit-Cisl esprime forte preoccupazione per un bilancio che chiuderà in pesante passivo, per le prospettive di medio periodo tutt’altro che rosee e per l’assenza, ancora oggi, di un vero piano industriale. I soggetti pubblici e privati coinvolti a vario titolo nella governance di Sei Toscana, incapaci di fare sintesi fra loro, si limitano ad alimentare una guerra interna. I sindaci si lamentano per la presenza del socio privato nell’assetto societario e, nello stesso tempo, vagheggiano un improbabile ritorno alla gestione diretta del ciclo dei rifiuti, completamente dimentichi delle devastanti performance fallimentari di molte delle precedenti società pubbliche, tanto che ancora oggi il sistema sconta gravi situazioni debitorie. È davvero il momento di dire basta. Ciascuno dei soggetti coinvolti trovi finalmente il coraggio di assumersi la responsabilità che gli è propria; si smetta di perdere tempo in diatribe isteriche e si comprenda che la soluzione sta nell’assunzione del ruolo sociale che ciascuno è chiamato a svolgere, senza più scuse o alibi di sorta. Si mettano al centro la dignità dei lavoratori, un futuro più pulito, il diritto dei cittadini a servizi buoni e al giusto costo.
Alla Regione Toscana chiediamo la condivisione preliminare con le organizzazioni sindacali delle linee guida del nuovo piano, da concepire nel rispetto dei principi posti a fondamento delle normative comunitarie in materia di igiene ambientale, improntate alla gestione integrata del ciclo dei rifiuti e finalizzate alla realizzazione degli obiettivi di filiera: selezione, recupero, smaltimento e valorizzazione del materiale raccolto.
All’Anci Toscana chiediamo di invitare i propri associati a un nuovo e più forte senso di responsabilità nei confronti del territorio e dei cittadini. Vogliamo ricordare l’obbligo al rispetto degli impegni assunti dalla committenza nell’affidamento a gara dei servizi pubblici essenziali, sia da parte dell’ente pubblico che del gestore, al rispetto delle coperture economiche e di rendicontazione, nonché al rispetto delle norme in materia di appalti e dell’applicazione dei due ccnl di riferimento.
All’Ato Toscana Sud sollecitiamo una presenza costante attraverso un ruolo di controllo sempre più stringente rispetto agli impegni presi dai Comuni e da Sei Toscana, attraverso anche un rilancio del progetto di sviluppo di “area vasta”, che assicuri futuro occupazionale e servizi di qualità ai cittadini.
A Sei Toscana chiediamo di aprire una nuova fase, attraverso l’istituzione di un tavolo tecnico permanente formato da rappresentanti dei lavoratori e azienda, allo scopo di analizzare gli aspetti organizzativi, i processi produttivi e anche gli investimenti, convinti che solo attraverso la partecipazione dei lavoratori alle scelte strategiche della società possono essere trovate le soluzioni migliori. Inoltre chiediamo che si proceda sempre di più nella raccolta porta a porta per una maggiore differenziazione del prodotto e nello stesso tempo si attivino le procedura per l’assunzione dei precari (contratti interinali e somministrazione) per dare  futuro a questi lavoratori che da anni aspettano la certezza del posto di lavoro.
Infine, esprimiamo la nostra più totale vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori, diretti e indiretti, che in passato come nell’attuale fase di completa confusione non hanno mai smesso di esprimere impegno, responsabilità, professionalità, passione, correttezza nello svolgimento del loro difficile e prezioso compito.
La Fit-Cisl Toscana metterà in campo ogni azione possibile per la salvaguardia della qualità e della sicurezza del lavoro e per garantire un futuro credibile e certo, contrastando la deriva di chi predica che la distruzione del progetto di integrazione sia la risposta ai problemi di oggi, e combattendo ogni azione che preveda ulteriori precarizzazioni, esternalizzazioni o abbassamento della qualità del servizio svolto.

La Lega: “Non è colpa del decreto dignità”

Dopo l’ennesima riduzione di personale attuata da “6 Toscana”, gestore della raccolta rifiuti per tutta la Toscana del sud-est, che ha portato notevoli disagi anche alla popolazione della Provincia di Arezzo, interviene il Segretario Provinciale Nicola Mattoni.

«La nostra piena solidarietà» afferma l’esponente della Lega «va a quei lavoratori, nella maggior parte dei casi ragazzi, a cui non è stato rinnovato il contratto e a tutta la popolazione dei comuni della Provincia di Arezzo a cui sono stati creati disagi per il mancato ritiro dei rifiuti.»

«Sappiamo» continua Mattoni «che c’è stato un tavolo di trattativa tra l’azienda e i sindacati per il reintegro dei lavoratori, così come ci sono stati contatti tra le amministrazioni locali e l’azienda per rimediare ai disservizi provocati»

«Ciò che in realtà» dichiarano il segretario provinciale insieme il commissario della sezione Cortona-Valdichana Luca Conti della Lega «ci ha lasciato alquanto perplessi sono le dichiarazioni di alcuni esponenti e amministratori locali del PD della Valdichiana che hanno dichiarato nei loro profili Facebook che la responsabilità di questi licenziamenti è da additarsi al Decreto Dignità, recentemente discusso e varato dal nostro governo»

«In realtà» sottolinea Luca Conti «le cause sono ben note e non hanno a che vedere con gli ultimi provvedimenti del governo.».

«Da anni» ribadisce Nicola Mattoni «la politica di assunzione di questa azienda si basa sulla precarietà, sull’appalto alle cooperative e sui contratti a tre mesi che nella maggior parte dei casi non vengono rinnovati!».

«La causa vera di questa situazione» aggiunge il Segretario « è l’etica del lavoro che questa azienda applica in barba ai lavoratori e ai diritti sindacali!».

«Invece di strumentalizzare queste situazioni gravi e di sofferenza per i lavoratori» conclude il Segretario Provinciale Nicola Mattoni «per dare addosso a chi sta cercando di ridurre il precariato e favorire i contratti a tempo indeterminato, con la propria azione di governo, questi signori del PD dovrebbero fare il “mea culpa” per aver favorito, con le loro politiche, il diffondersi un atteggiamento deleterio da parte di alcune aziende nei confronti dei lavoratori!».

Il Comune di Montevarchi: “Da tempo segnaliamo inefficienze”

Il sindaco Chiassai Martini accoglie la proposta di un tavolo di confronto tra Comuni, Sei Toscana e Sindacati sul servizio: “Da mesi stiamo segnalando inefficienze. Dico basta alla politica dello scaricabarile. Necessario affrontare anche la questione della chiusura di Podere Rota”.
“Necessaria l’apertura di un tavolo di confronto tra Comuni, Sei Toscana e Organizzazioni sindacali per affrontare a 360 gradi le prospettive della gestione dei rifiuti in area vasta- afferma il Sindaco Chiassai Martini -Nel merito dobbiamo avere risposte certe sui 4 milioni e 200mila euro di disavanzo malgrado 105 comuni serviti, sul personale dipendente, sui disagi causati ai cittadini per le inefficienze del servizio, sul futuro degli impianti nel nostro territorio come la chiusura di Podere Rota nel 2021, a cui la Regione continua a ricorrere per tamponare ogni emergenza in Toscana. Da mesi il Comune di Montevarchi sta mandando report a Sei Toscana per denunciare e contestare la scarsa pulizia delle isole ecologiche e il mancato svuotamento regolare dei cassonetti, specialmente del multimateriale, che creano lamentele dei cittadini con criticità legate anche al mantenimento del decoro della città di cui il gestore dovrebbe essere un esempio e non una delle cause del problema. Non vorrei poi che l’ultima vicenda del decreto dignità si trasformasse nella solita “palla al balzo” presa dall’azienda per abbassare i costi e attivare risparmi di spesa, a scapito di lavoratori e comunità. Da questo punto di vista chiederemo certezze sui numeri e sul rispetto degli standard qualitativi anche sul trattamento dei dipendenti e sulle modalità di svolgimento del servizio. Per quanto mi riguarda dico anche basta alla politica dello scaricabarile chiamando in causa la Regione Toscana. Non a caso avevo richiesto già da tempo all’Ato di inserire all’ordine del giorno dell’assemblea dei sindaci proprio la questione della discarica valdarnese di Podere Rota e la cessazione delle attività di conferimento entro il 2021. Spero di discuterne a settembre sia in assemblea dei sindaci che in ogni tavolo di confronto aperto. Ritengo che il Valdarno abbia già dato in termini di sfruttamento dei rifiuti e di dipendenza dalla discarica e che sia giunto il momento di spendersi per l’autonomia di smaltimento in tutte le aree della Toscana, compresa quella fiorentina, proponendo con forza con un modello complessivo di ridimensionamento degli ambiti e alternativo alle discariche di tal quali.
Mi fa piacere che alla posizione di chiudere l’impianto nel 2021, dopo la mia adesione alla manifestazione dell’anno scorso organizzata dal Comitato Vittime di Podere Rota e un ordine del giorno in consiglio comunale, sia giunto anche il PD valdarnese. Staremo a vedere se nelle sedi opportune, i loro amministratori e consiglieri regionali che fino ad oggi potevano esercitare lo stesso peso decisionale, seguiranno questa rotta o sarà il solito fumo gettato negli occhi dei cittadini in vista di nuove scadenze elettorali”

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