Testimonial Città della Cultura, Scanzi: "Onorato della proposta. Vedrei bene con me Pupo, Negrita e Jovanotti"

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Andrea Scanzi sulla proposta avanzata dall'osservatorio Demos, che lo vorrebbe come testimonial per sostenere la candidatura di Arezzo Città della Cultura 2021

Andrea Scanzi (Foto Lorenzo Prodezza)

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Andrea Scanzi sulla proposta avanzata dall'osservatorio Demos, che lo vorrebbe come testimonial per sostenere la candidatura di Arezzo Città della Cultura 2021.

Caro direttore,

ho letto la proposta di Demos di propormi testimonial di Arezzo capitale della cultura. Li ringrazio.

Credo, a dire il vero, di essere testimonial di Arezzo da un bel po’. Se Arezzo ha spesso sofferto la freddezza degli aretini dimenticatisi di lei dopo essere divenuti famosi, non appartengo certo a tale risma. Lo dimostro tutte le volte che mi collego in tivù da Arezzo (Rai, La7), nei libri (I migliori di noi, Con i piedi ben piantati sulle nuvole), sui social dove la cito (Facebook) e mostro (Instagram) sempre. Lo dimostro portando alla mano l’anello recante il Grosso de Aritio. L’ho dimostrato portando ogni mio spettacolo nella mia città (a parte quelli politici, che non presento né mai presenterò ad Arezzo per scelta). L’ho dimostrato con il Gaber Day (da cui è nata Piazzetta Gaber) e il Pink Floyd Day, che ho creato con il sindaco Ghinelli rinunciando totalmente a qualsivoglia mio compenso, come regalo alla città. E l’ho dimostrato collaborando con il Passioni Festival, per due anni anche come direttore artistico, e portando ad Arezzo molti miei amici illustri: da Fossati a Verdone, da Sacchi a Proietti, da Pupi Avati a Stefano Benni, da Bennato a Padellaro. Eccetera. Arezzo ha sempre reagito bene, riempiendo piazze e teatri, Arena Eden e Circolo Artistico. E grazie a tutto questo ho vinto i premi più importanti di città e Toscana: la medaglia della Regione, il Premio Tagete, il Premio Casentino. E il preziosissimo Civitas Aretii.
Non so cosa significherebbe concretamente essere testimonial di Arezzo capitale della cultura. Posso dire che, se sul mio nome ci sarà convergenza da tutte le parti (politiche, sociali, culturali) e se la mia figura non sarà divisiva per la città né strumentalizzata politicamente in alcun modo, sarò felice e onorato di valutare con estrema attenzione tale proposta. Aggiungo però un aspetto: credo che, accanto a me, dovrebbero esserci anche quegli “aretini famosi” (lasciando stare la politica) nati in città e provincia: penso per esempio all’amico Enzo Ghinazzi, penso ai Negrita, penso a Jovanotti. Saremmo un bel team. E renderemmo ancora più forte la candidatura della nostra Arezzo. Se così fosse, non avrei motivo alcuno per dire “no”.
Buon lavoro, buona Arezzo.

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