Sanità. Ghinelli e Tanti: “San Donato tra addii e penalizzazioni, è ora di rivedere l’Area Vasta”

Lo spunto è appunto quello fornito dai “rumors” su altre possibili scelte che potrebbero ulteriormente penalizzare il presidio ospedaliero aretino.

Redazione Arezzo Notizie
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Invia per email  |  Stampa  |   10 agosto 2018 15:13  |  Pubblicato in Attualità, Arezzo


E’ in seguito agli addii di Sergio Bracarda e Antonella Valeri, rispettivamente direttore dell’oncologia del San Donato e direttrice di distretto, che il sindaco Alessandro Ghinelli e l’assessore alla sanità Lucia Tanti intervengono nuovamente sull’organizzazione attuale delle Asl di area vasta e le ricadute sul territorio aretino.

“Gli addii di queste settimane pesano molto, ma noi siamo consapevoli che molte eccellenze sono rimaste ad Arezzo, alcune anche con disagio, ma tutte con la volontà di garantire il meglio per i cittadini. Se quindi guardiamo con dispiacere a chi se ne va, esprimiamo stima e gratitudine a chi, tutti i giorni, dà un servizio sanitario di grande qualità. Proprio a chi decide di rimanere ad Arezzo noi dobbiamo il massimo rispetto e la massima attenzione”.

Lo spunto è appunto quello fornito dai “rumors” su altre possibili scelte che potrebbero ulteriormente penalizzare il presidio ospedaliero aretino.

“Il San Donato è un presidio ospedaliero che vede la presenza di personale medico e paramedico di grande professionalità, in grado di offrire agli aretini prestazioni importanti e con tutte le caratteristiche per essere un’eccellenza. Il ‘male’ della sanità toscana e aretina – continuano Ghinelli e Tanti – è nel sistema impazzito voluto dalla Regione e che noi intendiamo cambiare, non per partito preso, ma perché il fallimento è un dato di fatto. E’ per questo che abbiamo bisogno di tutti, per costringere la Regione ad un passo indietro su una scelta folle che crea enormi difficoltà al personale e ricade sui servizi e sui cittadini, e per portare la Regione ad un tavolo di trattativa serrata su assetti, risorse e prospettive. Ringraziamo tutti quei professionisti della ASL – compresi i livelli apicali spesso oggetto di strali solo in quanto esecutori di politiche regionali – e soprattutto rassicuriamo i cittadini perché l’unica cosa sbagliata ed inefficiente è il disegno politico della Regione. A settembre riapriranno le trattative con Firenze: ci aspetta un autunno caldo, perché noi non accetteremo mai che gli errori della Regione continuino a mortificare il tanto di buono che c’è e che rischia di perdersi tra fughe di chi va e mortificazioni di chi resta. A chi resta diciamo: uniamo le forze, il Comune c’è e non si ferma”.

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