Epidemiologo risponde a Cherici: "Economia circolare, ambiente ed ecologia industriale non sono mondi separati"

"Non intendo pronunciarmi su temi di politica industriale che non mi competono - scrive Fabrizio Bianchi - , ma non posso esimermi di fare alcune precisazioni su quanto da lui scritto a riguarda del progetto Life+ HIA21, senza nessun fine polemico ed anzi animato da apertura prospettica".

La risposta di un epidemiologo, Fabrizio Bianchi, responsabile Studio Life+ HIA21, alla lettera aperta del presidente di Aisa Impianti Giacomo Cherici

Ho letto con interesse la lettera aperta del presidente di Aisa Impianti, Giacomo Cherici, e non intendo pronunciarmi su temi di politica industriale che non mi competono, ma non posso esimermi di fare alcune precisazioni su quanto da lui scritto a riguarda del progetto Life+ HIA21, senza nessun fine polemico ed anzi animato da apertura prospettica.
Il Life+ HIA21 aveva svolto una valutazione di impatto sulla salute dell’inceneritore Aisa, e non era ne improntato ne mirato alla dimostrazione della bontà della opzione rifiuti zero, ma semmai della virtuosità del ciclo delle 4R (riduzione, recupero, riciclo, raccolta differenziata) in accordo con la raccomandazione della commissione europea.
Non è quindi corretto accostare il Life+ con la teoria “rifiuti zero” per ragioni del tutto evidenti trattandosi di “oggetti” completamente diversi.
In secondo luogo, è singolare l’asserzione che “da nessuna parte del voluminoso documento l’impianto di San Zeno viene identificato come la causa di alcunché” e chi lo sostiene non avrebbe letto le carte, perché per farsi una opinione diversa, oltre a leggere i voluminosi documenti, basta leggere le conclusioni dell’articolo scientifico da noi pubblicato nel 2016 “lo studio di coorte residenziale ha riscontrato un aumento del rischio di mortalità e ricovero ospedaliero associato alle emissioni dell’inceneritore. La sovrapposizione delle esposizioni ambientali non esclude un confondimento residuo e merita ulteriori indagini. Gli eccessi di malattie cardiovascolari e respiratorie raffor¬zano le limitate evidenze epidemiologiche preesistenti.”
In terzo luogo, il fatto che l’azienda abbia “però volontariamente continuato lo studio iniziato con il Progetto Life, fermo ai dati del 2010, continuando l’indagine epidemiologica con dati più recenti confermando l’assenza di patologie.” è una affermazione che se da una parte rende merito all’azienda di essere attiva e reattiva, dall’altra non dice che al momento non ci sono studi epidemiologici più aggiornati dello stesso tipo di quello da effettuato, in grado di attenuare o accentuare i risultati precedenti.
Per la prosecuzione della sorveglianza epidemiologica mediante uno studio microgeografico in grado di associare livelli di esposizione alla storia sanitaria individuale (così detto di coorte residenziale) noi abbiamo dato e confermiamo la nostra disponibilità alla ASL, aperti al coinvolgimento di AISA e degli altri portatori di interessi attivi sul territorio, così come abbiamo fatto nel corso dei 4 anni dello studio Life+.
Naturalmente, come ricercatori siamo interessati ad approfondire con metodo scientifico i temi della bio-economia circolare e della sostenibilità ambientale, tenendo nella dovuta considerazione gli effetti sulla salute, come raccomandato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

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Fabrizio Bianchi, epidemiologo, IFC-CNR, Pisa
Responsabile Studio Life+ HIA21

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